Auto elettriche, cosa manca al settore per crescere

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Nel corso del 2020, sono state immatricolate in Italia 59.875 auto elettriche (+251% rispetto all’anno precedente). Si registrano già nei primi quattro mesi del 2021, 41.270 vetture elettriche immatricolate, pari a circa il 70% dell’immatricolato elettrico di tutto l’anno precedente. Il Nord Italia continua a trainare il mercato delle auto elettriche, con oltre 40mila unità immatricolate (67%); seguono le regioni del Centro Italia, con oltre 15mila auto elettriche immatricolate (26%), e infine quelle del Sud Italia e delle Isole maggiori che superano quota 4mila (7%). Sono i dati emersi nel corso dello studio E-mobility: le sfide del settore per una ricarica elettrica di prossimità Analisi costi-benefici tra tecnologia di ricarica on-grid e off-grid” a cura dell’Energy e strategy group divulgati ieri 20 luglio nell’omonimo evento.

“Stiamo vivendo un cambiamento epocale segnato dal passaggio dall’auto tradizionale a quella elettrica: un passaggio che rappresenta una sfida enorme anche per il Governo e per il Ministero che rappresento” ha dichiarato il viceministro allo Sviluppo economico, Gilberto Pichetto Fratin. “Il Mise è impegnato a definire e pilotare, attraverso i tanti attori che hanno partecipato e partecipano ai tavoli dell’automotive, ogni mossa di questa transizione anche a seguito delle numerose istanze pervenute a questo dicastero. Quello dell’automotive – inteso come industria, commercio, parte commerciale, distribuzione carburanti – è uno dei principali settori dell’economia italiana e rappresenta il 20% del PILcirca 350 miliardi di euro –  con 1 milione e 250 mila lavoratori ed è il primo settore manifatturiero del paese. Il mio auspicio è quello di accompagnare qualitativamente, oltre che socialmente, il passaggio all’elettrico perché determinerà una serie di ristrutturazioni aziendali su molti dei settori dell’automotive, in particolare quello dei motori”.

Incentivi, flessibilità, formazione e affiancamento per i piani di installazione dei punti ricarica

Per sviluppare il comparto serve una infrastruttura efficace e certa. Non esistono fonti ufficiali dei  23.500 punti di ricarica pubblica, spiega Francesco Naso, Segretario Generale di MOTUS che invece ne sottolinea la necessità per assicurare la crescita del comparto su cui chiede “incentivi di sostegno alla domanda” attualmente assenti dal Pnrr italiano, mentre sono stati considerati negli altri paesi UE.

Secondo Eugenio de Blasio, presidente e fondatore di E-GAP un altro aspetto centrale allo sviluppo della domanda è la necessità di sviluppare le soluzioni di ricarica mobili come una “soluzione complementare, consentendo di non gravare sulla rete locale nei momenti di picco che si verranno a creare con la crescente diffusione delle auto elettriche”.

Le soluzioni off grid secondo Gaetano Thorel, Stellantis, head of Fiat/Abarth Europe, “sono utili nell’aiutare il consumatore a superare le proprie barriere psicologiche”.  Indicando poi tra le altre barriere da superare sia gli elevati prezzi di acquisto sia il bisogno di autonomia di ricarica. “Le soluzioni off-grid La sfida è quella di rendere semplice la vita dell’utente e i tempi di ricarica e autonomia diventano l’elemento discriminante” conclude.

Una chiave di volta la può rappresentare la “collaborazione tra stakeholders” come suggerisce Federico Testa, innovation strategy, operation & sales Acea Innovation Acea guardando all’automotive, ma anche agli operatori e alle istituzioni, rimarcando la propria attività di utility in cui “Operatori come noi di ACEA si fanno promotori, verso le istituzioni locali, di un’attività educativa e nel proporre piani di installazione”.

Buone pratiche sul territorio per le auto elettriche

Sul territorio intanto buone pratiche e attenzione non mancano come dimostra Luca Cascone, presidente IV Commissione Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti presso la Regione Campania: “Abbiamo qualche realtà industriale regionale che si sta specializzando anche al sostegno dei mezzi natanti. È importante che la Regione si adoperi nella realizzazione di un piano per le infrastrutture, perché serve la capillarità dei punti di ricarica. Pensiamo di lanciare un bando destinato agli enti locali affinché si possano realizzare reti pubbliche di ricarica per i mezzi privati e pubblici”.

Mentre a Milano l’azione è coordinata in un’ottica di sharing sostenibile come illustra Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Lavori pubblici di Milano: “In merito al tema dell’elettrico abbiamo investito sul potenziamento, e sulla diffusione equilibrata nel tessuto cittadino, della rete delle colonnine, in modo da dare sia una risposta alle esigenze di ricarica veloce nei punti di interscambio sia per le necessità dei quartieri residenziali. Questo combacia con la promozione dei veicoli elettrici, per una maggiore diffusione legata alla proposta dello sharing. Abbiamo un parco scooter, con la totalità degli operatori sull’elettrico, e auto, con una quota ancora molto limitata sull’elettrico. Per dare una direzione comune, abbiamo fissato al 2024 il target per lo sharing completamente elettrico, oltre al lavoro sul trasporto pubblico dove abbiamo in strada più di 130 bus elettrico. Inoltre, abbiamo esaurito un fondo di 8,5 milioni destinato ai privati per aiutare i cittadini a cambiare il proprio veicolo”.

 

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Massimo Boddi
Freelance nel campo della comunicazione, dell’editoria e videomaker, si occupa di temi legati all’innovazione sostenibile, alla tutela ambientale e alla green economy. Ha collaborato e collabora, a vario titolo, con organizzazioni, emittenti televisive, web–magazine, case editrici e riviste. È autore di saggi e pubblicazioni.