Il 2019 è stato un anno record per gli investimenti destinati dalle società energetiche alle startup innovative. 

Il valore più alto dal “clean tech boom”

Il dato, come spiega la Iea – International Energy Agency,  è infatti il più alto mai registrato dal “cleantech boom” che si è verificato dal 2005 al 2012. Tra le forme di investimento adottate c’è ad esempio il Corporate Venture Capital (CVC) e il private equity.

Confini labili tra i settori

È importante sottolineare – spiega la Iea – che questi investimenti nelle start-up specializzate in tecnologie energetiche non provengono solo dalle società del settore energy. Più investimenti provengono in particolare dai settori dei trasporti e delle telecomunicazioni (TIC)”.

La crescente presenza di queste aziende nello sviluppo delle tecnologie energetiche riflette una confusione dei confini tra le compagnie energetiche “tradizionali” e “non tradizionali”, in gran parte guidata dalle nuove tecnologie che dovrebbero modellare il nostro futuro energetico”, aggiunge l’agenzia. 

Alcuni esempi di innovazioni

Tra i tantissimi esempi degli spunti innovativi provenienti dal mondo delle startup, rivolti al settore energetico, c’è ad esempio Kite Power Systems che punta a produrre elettricità sfruttando il movimento di di 8 aquiloni hi tech che si muovono a 450 metri in aria.   Breezi invece utilizza sensori audio e intelligenza artificiale per monitorare il funzionamento dei sistemi di riscaldamento, di ventilazione e di condizionamento, suggerendo quando cambiare il filtro. American Wind ha invece realizzato una turbina eolica cubica innovativa che promette di fornire una produzione di energia quasi 1000 volte maggiore di un pannello solare di dimensioni simili.

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