Progetto PRIMES: sugli Acquisti Verdi nei piccoli Comuni difficoltà diffusa

800

Il 19 ottobre sono stati presentati a Genova i risultati del progetto triennale PRIMES, finanziato nell’ambito del Programma Europeo IEE (Intelligent Energy for Europe) e incentrato sulla promozione degli Acquisti Verdi nelle Pubbliche Amministrazioni attraverso soluzioni di efficienza energetica.  In generale, ha commentato Roberto Levaggi, Vice Presidente di ANCI Liguria,  il progetto – che ha visto ANCI Liguria capofila in Italia, insieme alla Divisione Energia di IRE SpA – Agenzia Regionale Ligure – ha evidenziato, accanto a rare eccellenze territoriali, una difficoltà diffusa nell’utilizzo delle procedure di Green Public Procurement per finalità di efficientemente energetico” . ”Nonostante l’elevato interesse da parte degli amministratori locali, c’è tuttavia ancora molto da fare affinché gli acquisti improntati a criteri ambientali diventino obiettivo concreto dei Comuni”, ha spiegato Levaggi che, però, ha sottolineato allo stesso tempo “la necessità di proseguire con fiducia, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali”. 

Insieme  a Pierluigi Vinai, Direttore Generale di Anci Liguria abbiamo approfondito alcuni aspetti del progetto. 

Quali erano gli obiettivi del progetto PRIMES? 

L’idea base di questo progetto, partito nel 2013, era duplice: da una parte sensibilizzare il territorio sull’importanza degli Acquisti Verdi, i Green Public Procurement; dall’altra aiutare i Comuni a svolgere le procedure richieste, che non sono semplici, soprattutto in un Paese come il nostro dove la burocrazia la fa spesso da padroni. Per raggiungere questi obiettivi, insieme a IRE, l’agenzia regionale per l’energia, abbiamo selezionati 21 Comuni tra quelli di dimensione medio – piccola evitando di coinvolgere le realtà che su questo fronte potevano procedere in maniera autonoma o che avevano già iniziato un percorso di questo tipo come Genova, Savona o La Spezia. Ci siamo messi a disposizione di questi Comuni e abbiamo svolto un’attività di informazione e formazione per accompagnare le diverse realtà nell’iter di gestione di queste procedure. 

Tracciando un bilancio di questi tre anni di progetto, qual è il quadro emerso relativo al Green Public Procurement? 

E’ emerso come i Comuni della Liguria – regione che mi viene segnalata come una delle eccellenze a livello nazionale –  mostrino una certa chiusura, dovuta al fatto che non considerano questo tema come prioritario. A essere percepiti come più urgenti sono altri temi come i servizi essenziali che quotidianamente devono essere erogati ai cittadini. Una volta che, però, si è riusciti a far comprendere quanto la questione dell’impatto ambientale sia un aspetto essenziale per il futuro, allora si ottiene un certo riscontro. Ma qui interviene il secondo problema: le difficoltà di ordine amministrativo – burocratico. Abbiamo, infatti, delle difficoltà strutturali legate al fatto che c’è poco personale.  Nella nostra Regione, solo per dare qualche numero, il 78% sono piccoli Comuni sotto i 5000 abitanti, di questi una buona parte sono sotto i 1000 abitanti, fino ad arrivare a 48 Comuni sotto i 500 abitanti. Ebbene questi Comuni si trovano spesso con un solo impiegato e, quindi, alle volte manca anche una preparazione adeguata per avventurarsi in operazioni innovative come queste. In più è intervenuta la spada di Damocle del turn over del personale. A ciò si aggiunge il nuovo codice degli appalti, entrato in vigore la primavera scorsa, una norma essenziale e imprescindibile, che garantisce trasparenza e anticorruzione e che prevede l’esistenza centrali di committenza funzionali ai Comuni. Queste realtà però hanno bisogno di strutture. E qui subentra un altro problema: gli uffici delle Province e della Città Metropolitana che avrebbero tra le loro competenze quella di svolgere la funzione di centrale di committenza – per acquisti sopra i 40.000 euro –  non ci sono.  In  questi anni, infatti, le Province sono state smantellate e la Città Metropolitana che dovrebbe essere rilanciata, in realtà non lo è ancora.  Tutto questo quadro è  il contesto che un po’ scoraggia anche quei sindaci che comprendono l’importanza del percorso di sostenibilità che andiamo a proporre loro. 

Può darci qualche risultato concreto legato al progetto ? (best pratice)

 Mendatica (Imperia), ad esempio, ha presentato il progetto della centrale idroelettrica sul fiume Arroscia e ha partecipato al progetto Medea con la certificazione energetica di edifici pubblici in collaborazione con l’agenzia regionale. Faccio poi una precisazione: a monte tutti i Comuni avevano aderito al patto dei sindaci e predisposto il piano d’azione per l’energia sostenibile. Ma torniamo a Mendatica dove il Comune ha, inoltre, aderito al Consorzio Energia Liguria costituito da Ire, l’agenzia regionale. Altre realtà si sono mosse invece sul fronte dell’illuminazione a led: Castelnuovo Magra, Varese Ligure (in provincia di La Spezia), Urbe e Torvo San Giacomo (in provincia di Savona)  e Seborga (in  provincia di Imperia).  Oltre a questo  – per citare qualche altro esempio – abbiamo l’installazione di pannelli fotovoltaici su edifici scolastici nel Comune di Urbe e l’acquisto di energia green attraverso il consorzio ad Arcola (La Spezia), Moconesi (città metropolitana di Genova), Quiliano e Calizzano  (Savona) e a Dolceacqua (Imperia). 

Quali sono secondo lei le priorità su cui intervenire per favorire l’adozione di questi strumenti green? 

 Sicuramente la semplificazione burocratica e amministrativa: dobbiamo riuscire a creare  una rete efficace di centrali di committenza che supporti i piccoli Comuni nelle procedure legate  al Public Procurement, ai contratti, alle gare. La formazione, infatti, viene già fornita e un atteggiamento mentale di apertura verso le tematiche della sostenibilità si sta diffondendo sempre più.   Ad esempio è importare far partecipare i Comuni ai progetti comunitari: Horizon o comunque anche altre filiere comunitarie – legate sia alla cooperazione transfrontaliera sia al piano di sviluppo rurale o al  FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale). Tutti questi percorsi prevedono nella loro struttura un’azione privilegiata verso chi svolge interventi in questa direzione. 

 

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
CONDIVIDI
Monica Giambersio
Giornalista professionista e videomaker con esperienze in diverse agenzie di stampa e testate web. Laurea specialistica in Filosofia, master in giornalismo multimediale. Collaboro con Gruppo Italia Energia dal 2013.