Un gruppo di studiosi dell’Istituto nazionale di tecnologia agricola in Argentina ha scoperto un nido di api realizzato da questi insetti a partire da rifiuti in plastica. Il team di scienziati, che ha pubblicato lo studio sulla rivista Apidologie, ha installato, nell’ambito della sperimentazione, 63 strutture a forma di lunghi tubi di legno vuoti dove le api potevano costruire il loro nido e depositare le larve.  Si è scoperto che tra la primavera e l’estate del 2017 e del 2018, uno dei nidi costruiti dalle api era stato realizzato a partire da rifiuti di plastica. La scelta di questo materiale ha influito però sullo sviluppo delle larve indebolendole. Nel nido in plastica è stata infatti trovata una larva morta, accanto a un’altra in fase di formazione. Altro elemento rilevante emerso dalla ricerca è il fatto che si tratta del primo caso documentato di nido realizzato dalle api sfruttando due diverse tipologie di plastica.

Microplastiche nelle profondità degli oceani

Rimanendo in tema di plastica, un recente studio, pubblicato sulla rivista Science Reports, ha evidenziato come le microplastiche non si limitino a invadere la superficie marina, ma si accumulino in maniera rilevante anche negli ambienti oceanici più profondi, compresi tra i 650 e i 2000 piedi. Nell’ambito della ricerca sono state effettuate rilevazioni con veicoli sottomarini azionati a distanza a diverse profondità nella Monterey Bay in California. Gli stiudiosi hanno scoperto in particolare che la concentrazione di microplastiche in questa area (un valore compreso tra12 e 15 particelle per metro cubo) risultava uguale o superiore al dato rilevato nel Great Pacific Garbage Patch, la famosa isola di plastica a a largo del Pacifico. 

Oltre 74 mila particelle di microplastiche in aria, cibo e acqua 

Un altro studio, questa volta canadese, ha invece rilevato come le microplastiche presenti nell’aria, nel cibo e nell’acqua siano più di 74.000 ogni anno. Il team di ricercatori ha effettuato una comparazione su 26 studi  creando un database sui dati relativi alle microplastiche per poi metterli in relazione con i dati sulla dieta adottata degli Stati Uniti. Si è visto che  il numero di particelle di plastica ingerite ogni anno supera quota 74.000 e può arrivare fino a 121.000. 

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