intelligenza artificialeContrastare il climate change in Sahel grazie all’intelligenza artificiale. E’ questo il perno del progetto promosso dall’organizzazione umanitaria “Azione contro la fame” con  l’Agenzia spaziale europea. Si tratta di un’iniziativa che punta a intervenire in questa fascia del pianeta in cui 374.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta.

Intelligenza artificiale contro il climate change in Sahel

Il progetto ha portato all’utilizzo di un “sistema di allerta precoce”. Una soluzione basata sulla combinazione di dati e intelligenza artificiale. Questa innovazione permette di indicare, tramite un messaggio radio, in diverse lingue locali, una nuova via ai pastori. Il tutto permettendo loro di trovare una terra capace di nutrire il proprio bestiame. Si tratta di una sorta di ‘bollettino’ periodico che comunica ai governi locali e ai donatori le zone in cui le scorte di acqua sono quasi esaurite. Il progetto è partito nel 2007 e recentemente ha visto ampliarsi l’area di copertura della raccolta dei dati.

Climate change e intelligenza artificiale: come funziona  il sistema

“Il sistema, consultabile al sito www.sigsahel.info  – si legge in nota –  suggerisce i punti in cui si trovano i migliori pascoli e fonti idriche. E, allo stesso tempo, consente di prevenire potenziali emergenze. Quando l’allarme viene lanciato per tempo, infatti, le autorità locali e le organizzazioni possono mettere in atto misure tese, da un lato, a scongiurare una eventuale criticità futura. E, dall’altro, a promuovere interventi più sostenibili dal punto di vista economico”.

Un progetto avviato nel 2007

“Si tratta di un progetto avviato nel 2007 grazie alla collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (Esa) – sottolinea in nota Didier Verges, responsabile Prevenzione e resilienza alle calamità di Azione contro la fame. “L’idea, allora, era semplice: utilizzare il telerilevamento per monitorare, in tempo reale, lo stato della biomassa. Con l’obiettivo di guidare i pastori della regione verso zone migliori in cui effettuare il pascolo“.

Il recente ampliamento dell’area di copertura del programma

“Recentemente, in collaborazione con la Banca mondiale e la Fondazione principe Alberto II di Monaco, abbiamo ampliato l’area di copertura del programma e migliorato gli algoritmi per integrare immagini ad alta risoluzione delle acque superficiali e delle biomasse“, aggiunge Verges. “In 107 siti di cinque paesi (Mali, Niger, Senegal, Mauritania e Burkina Faso] vengono raccolte informazioni ogni 10 giorni sulle condizioni dei pascoli. La necessità di ampliare le informazioni sulle aree del Sahel durante la pandemia ci ha, infine, sollecitato a collaborare con la federazione regionale delle associazioni pastorali, triplicando così il numero di siti selezionati per raccogliere le informazioni”.

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