Lo scorso 9 febbraio si è conclusa, con la vittoria di Mahmood e della sua canzone “Soldi”, la 69° edizione del Festival di Sanremo. Uno spettacolo inscritto nel DNA della tradizione televisiva e canora del nostro Paese, che vede il suo centro nevralgico nel teatro Ariston. È da qui che, ogni anno, per cinque sere consecutive, la musica dei cantanti in gara e la verve dei conduttori arrivano nelle case di milioni di italiani. Il tutto grazie alla competenza tecnica di professionisti che curano ogni minimo dettaglio di questa imponente macchina, garantendo che lo spettacolo possa essere fruito in modo ottimale dagli spettatori, sia in sala sia a casa.

Ma come il Festival di Sanremo, e il teatro Ariston che lo ospita, declinano il tema della gestione energetica e in generale della sostenibilità ambientale? Abbiamo approfondito questi argomenti con Walter Vacchino, proprietario del Teatro Ariston, e con Stefano Corsi, Responsabile Riprese della Rai. Se con Vacchino abbiamo tracciato un quadro del teatro a 360°, con Corsi ci siamo invece soffermati maggiormente sugli aspetti legati alla gestione energetica del festival, di competenza della Rai (in particolare del team organizzativo dell’evento).

Vacchino

Come l’ambiente del teatro declina il tema dell’energia?

Quello dell’energia è un tema che, nella sua accezione più ampia e poliedrica, ha da sempre interessato il teatro. In questo luogo si esprime infatti l’energia dell’artista che incontra il suo pubblico. Il teatro è un punto di incontro, una sorta di chiesa laica in cui viene ospitato il momento del confronto tra le diversità. Lo spettatore dà all’artista e viceversa l’artista dona la sua arte allo spettatore. Si tratta di uno scambio dialogico che può essere inteso anche come un esempio dei perni su cui far leva per poter promuovere lo sviluppo culturale di un Paese. Questa energia può essere definita pulita, perché viene dalla passione, dal cuore, dalla fatica, dal lavoro, dalla preparazione ed è la prima energia pulita realizzata in un teatro e in una sala cinematografica. E’ un prodotto creato da persone che mettono a disposizione il loro cuore e la loro mente. Questo è il primo punto. Il secondo è invece più prettamente legato ad aspetti tecnici, ovvero alle modalità con cui l’ambiente del teatro può diventare un ‘laboratorio tecnologico’. Qualsiasi sala cinematografica o teatro ha le sue radici nell’invenzione dei fratelli Lumière. In questo senso è chiaro che l’energia sia stata fondamentale per la realizzazione del suono, dell’immagine e in generale per la realizzazione degli spettacoli teatrali.

Quali progetti hanno interessato il teatro dal punto di vista energetico?

Come dicevo l’energia è impiegata per dare illuminazione, creare immagine. In questi ambiti il teatro Ariston ha portato avanti diversi percorsi: alcuni andati a buon fine, altri ancora in fase progettuale. Ad esempio, negli anni scorsi abbiamo realizzato dei contratti con Enel per la fornitura di elettricità proveniente da fonti rinnovabili.

Un progetto in fase di valutazione è, invece, quello che prevedeva di rivestire la facciata dell’Ariston con pannelli solari. Al momento questa iniziativa si è dovuta fermare per motivi di carattere urbanistico. Noi avremmo voluto installare i pannelli fotovoltaici sul tetto, ma c’era il problema della presenza delle cupole. Nello specifico l’installazione delle coperture solari mobili avrebbe rappresentato un rischio per l’edificio. Per questi motivi l’iniziativa si era arenata, ma non escludo che possa essere ripresa in considerazione in futuro, magari con l’arrivo sul mercato di nuove tecnologie.

Parliamo del riscaldamento. Quali soluzioni adotta il teatro?

Abbiamo abbandonato il riscaldamento a gasolio e siamo passati al gas per la parte del teatro. Per il tetto abbiamo scelto, invece, le pompe di calore. In generale il riscaldamento di un teatro è particolare. Quando abbiamo spettacoli impegnativi dal punto di vista illumino-tecnico è chiaro che va valutato anche il riscaldamento generato dai corpi illuminanti. Per questo in inverno, per determinati spettacoli, non mandiamo aria calda.

Nel caso del Festival di Sanremo come gestite il riscaldamento?

Per Sanremo mandiamo aria calda al mattino, neutra al pomeriggio e aria fresca alla sera. Ciò dipende dal fatto che ovviamente l’impiego delle luci e il pubblico presente in sala contribuiscono a innalzare le temperature. Per questo è fondamentale che l’impianto debba avere una certa versatilità. Abbiamo due impianti, uno di condizionamento e uno di riscaldamentoche interagiscono, realizzando la climatizzazione della sala secondo le necessità per ottenere la condizione ottimale.

Diamo qualche dettaglio sull’illuminazione

La gestione dei corpi illuminanti si caratterizza per un cambiamento continuo. Si va verso soluzioni sempre più performanti ed efficienti. Dalle soluzioni più classiche a incandescenza si è passati gradualmente a soluzioni con consumi sempre più ridotti. Sono state ad esempio introdotte lampade a led. Nelle sale del cinema stiamo inoltre studiando per l’anno prossimo il passaggio alle lampade laser RGB. Questa soluzione permetterebbe di migliorare la qualità della luce e dei colori, l’intensità della fonte luminosa, abbattendo considerevolmente il consumo energetico.

Per quanto riguarda poi l’impianto dell’Ariston, stiamo passando anche lì a lampade a led a basso consumo. All’interno del teatro c’erano tubi al neon ad alta tensione nelle gole che sono stati sostituiti lo scorso luglio con strisce led che permettono una variazione dell’intensità e colore. Sul fronte illuminazione il procedimento è in progetto e sta portando al completamento dell’introduzione dei led. In generale l’attenzione al settore efficienza è stata legata sia ai risparmi ottenuti con il minor consumo nell’immediato, ma anche al fatto che i led hanno migliori prestazioni in termini di manutenzione nel lungo periodo. A ciò si aggiunge infine il fatto che i circuiti di sicurezza consumano di meno grazie a questo tipo di soluzioni.

Un aspetto che ritengo importante è poi il fatto che, in questo percorso di innovazione dell’illuminazione, abbiamo preferito adottare un taglio artigianale e sartoriale utilizzando corpi illuminanti di Barovier&Toso e di Venini. Il tutto con l’obiettivo di migliorare sempre di più l’effetto per lo spettatore. L’uso del led è stato inoltre declinato in accezione artistica. Abbiamo infatti adornato la facciata del teatro con opere luminose artistiche realizzate da Marco Lodola. 

Nello specifico l’illuminazione del Festival di Sanremo come funziona?

Il teatro ha una sua centrale elettrica interna a media tensione. Per quanto riguarda Sanremo, la Rai, come per tutte le sue trasmissioni, si avvale di gruppi elettrogeni esterni che danno corrente. In questo modo c’è sempre un’eventuale riserva di energia in caso di guasti. Inoltre, la luce, per quanto riguarda le riprese, è completamente Rai. Tutto ciò che invece riguarda la struttura del teatro è gestita da noi.

Corsi 

Come avviene la gestione dell’illuminazione durante la manifestazione?

L’impianto luci si sta spostando sempre di più su un uso prevalente dei proiettori a led. Questa scelta ha portato un risparmio energetico considerevole. Un aspetto fondamentale, dal punto di vista energetico, è poi legato al fatto che l’energia, durante la fase di trasmissione, deve essere protetta. Noi utilizziamo dei gruppi elettrogeni ridondanti, capaci di intervenire nel caso in cui si verifichi un guasto. In una manifestazione di questo tipo la sicurezza viene al primo posto.

In generale l’obiettivo che ci stiamo ponendo è quello di utilizzare energia nel modo più efficiente possibile, anche se per l’anno prossimo faremo delle richieste più importanti da questo punto di vista. Solo per dare qualche numero, nella settimana in cui la macchina del festival di Sanremo è in funzione, l’energia richiesta si aggira sui 400-500 kWatt.

Per la prossima edizione quali obiettivi intendete perseguire sul fronte della gestione efficiente dell’energia?

Per la 70° edizione stiamo valutando di ridurre al minimo l’uso dei gruppi elettrogeni. L’idea è quella di limitare l’uso di queste apparecchiature alle sole giornate del Festival e non a tutto il periodo di preparazione che precede la manifestazione. Questo è un impegno che ci siamo presi per ridurre l’impatto ambientale della manifestazione ed è un obiettivo che sicuramente riusciremo a realizzare, grazie alla collaborazione di Enel a cui chiederemo un surplus di energia disponibile.

Sul fronte mobilità green quali iniziative vengono promosse nell’ambito dell’organizzazione della manifestazione?

Sicuramente quest’anno abbiamo privilegiato la mobilità del nostro personale su ferrovia contrariamente a quanto avveniva negli anni precedenti, quando si usava invece l’aereo su Nizza e poi l’automobile. Per gli spostamenti della produzione è stato, infatti, privilegiato l’uso del treno. In generale la flotta di auto Rai in questo momento è prevalentemente  ibrida. Tuttavia, va sottolineato che, una volta arrivati a Sanremo, la necessità di spostamenti con la macchina è minima. Prevalentemente si va a piedi. 

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