In un panorama economico sempre più orientato alla decarbonizzazione, l’Energy Manager si conferma il pilastro fondamentale per aziende ed enti pubblici che puntano a coniugare efficienza operativa e sostenibilità ambientale. Questa figura, capace di integrare la gestione tecnica dell’energia con le strategie di riduzione dei gas serra, sta vivendo una stagione di forte crescita nel nostro Paese.
I numeri del 2024: un trend in ascesa
Secondo l’ultimo Rapporto FIRE 2025, l’Italia ha registrato una partecipazione significativa alla gestione energetica professionale. Nel corso del 2024, le nomine pervenute regolarmente sono state 2.571.
Un dato interessante emerge dalla distinzione dei soggetti:
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1.752 nomine provengono da “soggetti obbligati” (grandi consumatori);
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819 nomine arrivano da soggetti non obbligati.
Quest’ultimo dato è particolarmente rilevante: dimostra come anche le realtà più piccole o meno energivore stiano scegliendo volontariamente di investire in professionalità dedicate per gestire la complessità dei mercati energetici.
Chi è obbligato alla nomina?
La normativa di riferimento è la Legge 10/1991, che impone alle imprese ad alto consumo di designare annualmente (entro il 30 aprile) un responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia.
Le soglie che fanno scattare l’obbligo sono calcolate in tep (tonnellate equivalenti di petrolio):
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Settore industriale: consumi superiori a 10.000 tep.
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Altri settori (servizi, PA, terziario): consumi superiori a 1.000 tep.
Nota Bene: Superate queste soglie, la mancata nomina rappresenta una violazione degli obblighi di legge, mentre sotto tali soglie la nomina resta una scelta strategica consigliata per migliorare la competitività.
Compiti e responsabilità: cosa fa l’Energy manager?
L’attività di questa figura non si limita al controllo delle bollette, ma abbraccia un raggio d’azione molto più vasto che include:
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Monitoraggio e Ottimizzazione: analisi costante dei consumi e implementazione di best practice gestionali.
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Efficienza e Rinnovabili: proposta di interventi strutturali (tecnologie efficienti, impianti fotovoltaici, etc.).
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Approvvigionamento: strategie di acquisto dei vettori energetici, scelta del mix di fornitura e negoziazione dei contratti per minimizzare i costi.
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Sistemi di Gestione: spesso funge da responsabile per la certificazione ISO 50001.
Un profilo adattabile: dal dirigente al consulente EGE
Nelle grandi organizzazioni, l’Energy Manager è spesso un profilo dirigenziale interno, con obiettivi legati a bonus di performance energetica. Nelle strutture più agili, ci si rivolge invece a professionisti esterni. In entrambi i casi, la scelta d’elezione ricade su un EGE (Esperto in Gestione dell’Energia) certificato secondo la norma UNI CEI 11339, garanzia di competenza e aggiornamento costante.
Come procedere: la piattaforma NEMO e il network FIRE
La procedura di nomina deve essere effettuata esclusivamente online tramite la piattaforma NEMO (Nomina Energy Manager On-line), gestita dalla FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia).
Far parte del network FIRE offre agli Energy Manager vantaggi concreti:
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Aggiornamento costante tramite newsletter e la rivista Gestione Energia.
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Accesso a indagini di mercato e studi di settore.
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Partecipazione a eventi, webinar e attività formative d’avanguardia.
Appuntamenti da non perdere
Per chi desidera approfondire le procedure o sensibilizzare la propria struttura alla nomina, il prossimo 14 aprile si terrà il webinar gratuito “Guida alla nomina dell’energy manager”. Tutte le informazioni e le modalità di iscrizione sono disponibili sul portale em.fire-italia.org.
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