Le festività natalizie non sono solo un periodo di acquisti forsennati e pranzi luculliani, sono anche il momento in cui, complici luminarie e decorazioni domestiche, i consumi legati all’illuminazione aumentano vertiginosamente.

Qualche numero

Negli Stati Uniti, solo per dare qualche numero, nel periodo compreso tra il Ringraziamento e Capodanno, l’illuminazione dei quartieri aumenta del 50% rispetto al valore medio registrato nel resto dell’anno, anche dopo mezzanotte. Inoltre, secondo le stime del Dipartimento americano dell’Energia, il consumo di elettricità per le luci natalizie si aggira intorno ai 6,6 miliardi di chilowattora all’anno. Si tratta di una quantità di elettricità tale da poter alimentare più di 800.000 case per un anno.

Passare al led

Tra le scelte che si possono fare per ridurre i consumi senza rinunciare a un Natale scintillante c’è l’utilizzo del led. I consumi sono inferiori del 70% rispetto alle tradizionali lampadine a incandescenza e in più la loro durata è dieci volte superiore.

Inquinamento luminoso

Una questione a parte è quella dell’inquinamento luminoso, di cui ormai si parla sempre di più. Per contrastare questo fenomeno, il dipartimento americano dell’energia raccomanda di utilizzare le luci fino a un massimo di 8 ore al giorno. In questo modo si risparmierà energia e si eviterà di danneggiare l’equilibrio naturale della fauna, scandito dai ritmi naturali luce/buio.

Se l’albero di Natale è alimentato da un’anguilla

Una soluzione innovativa e green per alimentare le luci dell’albero di Natale in modo sostenibile è stata adottata dall’acquario del Tennessee (Usa). Qui un’anguilla elettrica ospitata dalla struttura, con le sue scariche (caratteristica naturale di questo pesce) fornisce elettricità a dei dispositivi che a loro volta la erogano alle luminarie dell’albero di natale, collocato vicino alla vasca. 

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.