L’efficienza non va in vacanza

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Shutterstock 195235409Con Dario di Santo, Managing Director della Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (FIRE), il punto sulle nomine degli energy manager in questi primi mesi del 2016 attraverso la piattaforma web NEMO e sulle potenzialità della certificazione ISO 50001. Non manca uno sguardo al futuro con l’osservatorio degli EM

La nuova piattaforma sugli energy manager e i dati sulle nomine 2016

Come previsto dalla Circolare del MiSE 18 dicembre 2014, la FIRE ha finalmente potuto informatizzare completamente la procedura di nomina, creando la piattaforma web NEMO (nomina energy manager on-line). Ciò è stato possibile grazie a un nostro investimento (ricordo che l’attività della FIRE non è retribuita) che confidiamo darà benefici negli anni sia ai soggetti nominanti, per i quali si ridurrà la possibilità di errori e sarà possibile recuperare nomine passate in modo autonomo, sia a FIRE, che finalmente potrà dedicare più tempo ad attività di supporto degli energy manager, riducendosi le attività amministrative legate alla gestione dei dati.

Il primo impatto con la nuova procedura, che prevede prima l’accreditamento del soggetto nominante una tantum e poi la presentazione delle nomine, è stata ben recepita, a parte casi particolari che comunque hanno ricevuto supporto dal nostro sportello telefonico. Le nomine ricevute dai soggetti obbligati sono in linea con lo scorso anno, mentre per i numeri sulle nomine volontarie occorre aspettare la fine del 2016 (comunque al momento non sono lontane da quelle 2015). Dunque ci attestiamo su circa 1.500 soggetti obbligati e 700 volontari. Sono aumentate le nomine di industria e terziario e diminuite quelle negli altri settori, con la P.A. che continua purtroppo a latitare.

Fra gli elementi interessanti possiamo citare l’aumento dei soggetti dotati di un energy manager certificato EGE, saliti a circa 450 a maggio 2016, e la crescita meno impetuosa, ma forse ancora più interessante, dei soggetti nominanti certificati ISO 50001 (arrivati a 188).

Il salto di qualità con la certificazione ISO 50001

L’adozione di un sistema di gestione dell’energia porta a un deciso cambio di marcia dell’organizzazione che se ne dota rispetto alla situazione precedente. La presenza di un EGE in organico è un segnale positivo perché assicura la presenza di persone competenti nell’organizzazione: l’energy manager certificato o che si avvale di collaboratori EGE garantisce la capacità di individuare azioni di efficientamento e di proporle in modo adeguato ai decisori. Ciò non supera però la barriera maggiore alla corretta gestione dell’energia nelle organizzazioni, ossia la difficoltà di coniugare un tema complesso e tecnico che investe tutte le funzioni aziendali con le priorità del top management e degli shareholders e con le capacità di un energy manager.

La norma ISO 50001 impegna l’organizzazione a dotarsi di una politica energetica con obiettivi specifici, di un piano di azione, di una squadra energetica (possibilmente formata da rappresentanti delle varie funzioni aziendali) e di un sistema di monitoraggio. Aspetti che si traducono in un approccio imperniato sul miglioramento continuo, che ha dimostrato di produrre ottimi risultati.

A tal fine segnalo l’indagine condotta negli ultimi mesi da FIRE, CEI e CTI sull’applicazione della norma, i cui dati preliminari sono disponibili fra gli atti della conferenza FIRE sulla ISO 50001 (http://www.fire-italia.org/convegno-iso-50001-2016/). Fra i risultati interessanti vale la pena evidenziare la conferma della capacità della norma di produrre i risultati attesi, che risultano composti da benefici energetici, economico-finanziari e di altro tipo (e.g. legati a miglioramenti del core business, ad aspetti ambientali e di sicurezza e benessere dei lavoratori). 

Fra le principali problematiche incontrate dalle imprese si evidenziano la mancanza di tempo e risorse e le difficoltà di adattamento dei dipendenti. Più importante è però sottolineare alcuni elementi, fondamentali per cogliere i massimi benefici dall’adozione di un sistema di gestione dell’energia, su cui sia le imprese, sia gli organismi di certificazione dovrebbero porre più attenzione: l’importanza di coinvolgere le diverse funzioni aziendali, non solo nell’energy team, la necessità di condurre un’analisi energetica approfondita e di prevedere risorse per la misura e il monitoraggio, l’opportunità di enfatizzare le campagne di informazione/comunicazione e la formazione, pensando sia ai dipendenti/utilizzatori, sia agli stakeholder di riferimento interni ed esterni all’organizzazione.

A settembre pubblicheremo il rapporto dell’indagine e stiamo già lavorando al follow-up, in modo da approfondire alcuni temi, come le differenze esistenti fra quanto comunicato dalle imprese certificate e dagli esperti coinvolti nell’indagine in quanto impiegati dalle imprese stesse per mettere a punto il sistema di gestione.

Iniziative future in tema di energy management

La FIRE sta avviando un osservatorio degli energy manager basato su alcuni tavoli di lavoro, il cui scopo è favorire lo scambio di buone pratiche, cogliere i trend più interessanti sull’energy management, fare benchmarking e individuare problemi e soluzioni connessi alla legislazione. Confidiamo di produrre un primo report delle attività in occasione del prossimo rapporto sugli energy manager, che prevediamo di presentare al MiSE il prossimo marzo.

Ricordo inoltre due appuntamenti FIRE aperti a tutti e dedicati alla gestione dell’energia: la conferenza “Contratti EPC per la riqualificazione energetica degli edifici e dei processi industriali” in programma a Bologna il 6 ottobre e la conferenza “Enermanagement” a Milano il primo di dicembre.

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