Individuare nuove tecnologie in grado di migliorare i processi di separazione tra le componenti contenute nelle plastiche usate nei piccoli elettrodomestici e nell’elettronica di consumo, per potenziare il riciclo dei rifiuti elettronici. E’ questo l’obiettivo del progetto sviluppato dal consorzio Ecolight, dal dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale dell’università di Brescia e da Stena Recycling, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente. La molteplicità di polimeri utilizzati per la realizzazione  di questo tipo di apparecchi, detti R4 (frullatori, phon, mouse per computer), e la presenza di plastiche con ritardanti di fiamma bromurati creano infatti delle criticità per il processo di riciclo e fanno sì che sia necessario ricorrere all’incenerimento.

Cosa ha previsto il progetto

Ma nello specifico, come si è strutturato il progetto? I piccoli Raee sono stati sottoposti al processo di trattamento previsto dagli impianti di Stena Recycling. La prima fase ha riguardato la rimozione delle componenti pericolose e critiche (condensatori e batterie) e la separazione delle componenti plastiche da quelle ferrose e non ferrose. Nella seconda fase, invece, attraverso flottazione, con il passaggio in due differenti vasche, sono state separate le plastiche con ritardanti di fiamma bromurati (dette plastiche pesanti) da quelle senza ritardanti (plastiche leggere) e dai metalli. Sulle frazioni ottenute in ogni singola fase gli studiosi hanno realizzato ulteriori ricerche volte all’analisi dei materiali ottenuti e al miglioramento dei processi.

Risultati

La ricerca ha permesso, come risultato finale, di migliorare i processi di trattamento e selezione delle plastiche contenute nei piccoli Raee (R4) sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. “Grazie alle nuove soluzioni adottate – spiega una nota –  è aumentata la frazione di plastica leggera che può essere destinata a recupero di materia. Se rapportato ai dati di raccolta nazionale del 2019, l’incremento porta a oltre 17.200 le tonnellate totali di plastica che si possono recuperare dai piccoli Raee. Questa plastica, opportunamente lavorata, per le caratteristiche riscontrate potrà essere impiegata per la costruzione di alcune parti di apparecchiature elettriche, ma anche nella fabbricazione di panchine, appendiabiti e vasi”.

Qualità di materiali 

Per quanto riguarda invece la qualità dei materiali ottenuti, “significativo è stato il calo (-10%) degli scarti nelle due frazioni che vengono inviate a recupero, ovvero la plastica leggera e i metalli. Questo significa una potenziale miglior collocabilità del prodotto sul mercato dei materiali recuperati. Una miglior regolamentazione in materia aiuterebbe a sfruttare queste potenzialità”.

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