Il mercato dell’usato aiuta l’ambiente

L'indagine svolta sui dati de Il Mercatino srl

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Riusa, riduci e ricicla queste le 3 R della economia circolare, ma di fatto quanto possono agire sui consumi complessivi legati alle esigenze di una normale popolazione? Se lo è chiesto Mercatino S.r.l impresa che del riuso ha fatto il suo business. Per rispondere a questa domanda è stato realizzato uno studio dell’impatto del ciclo di vita da Ecoinnovazione.

La valutazione è stata realizzata su un paniere di circa “7 milioni di oggetti movimentati nell’ultimo anno da Mercatino”. Un flusso di oggetti che ha segnalato l’aspetto circolare, sociale, territoriale e trasparente della attività, con il recupero di 55.328.883 oggetti in Italia negli ultimi 6 anni.

Quale impatto ambientale ha il riuso?

Per cui sono state evitate immissioni in atmosfera di circa 45.000 t di gas serra. Il dato equivale al  consumo di risorse di 1 anno per  gli abitanti di un comune di 14.000 abitanti. Sempre dalla indagine il valore del riuso ha permesso di risparmiare circa 30.000 kg PM2.5 equivalente, pari alle emissioni di particolato generate da circa 3 miliardi di sigarette da 650.000 fumatori giornalieri.

Il tutto per una ricaduta economica sul territorio è stata valutata attorno ai 40 mln di euro rimborsati ai venditori (dato medio nazionale annuo).

Riuso e cooperazione con i territori: gli accordi con le città

Un risultato che valorizza lo sforzo della azienda per valorizzare una maggiore cooperazione con i singoli territori.

“Con Legambiente abbiamo già firmato i primi due “Protocolli d’Intesa” con i Comuni di Trapani ed Erice, e altri che a seguire intenderanno avviare la sperimentazione scientifica LCA nei propri territori – spiega Sebastiano Marinaccio, presidente Mercatino Srl. “In prima linea ci sono anche le città di Torino e Cava de’ Tirreni, oltre a Trapani ed Erice, che hanno già sottoscritto l’accordo e che riceveranno i risultati generati dal software che determina il risparmio ottenuto dal mancato conferimento in discarica di grandi volumi di oggetti da parte dei cittadini”.

L’iniziativa prevede oltre che un risparmio per l’ambiente in ottica di materiali e di CO2 evitata anche un ritorno immediato e tangibile al cittadino difatti grazie al software messo a disposizione della azienda “sarà possibile ricavare la quantificazione espressa in kg e in CO2 risparmiate e applicare poi al cittadino una riduzione sulla TARI a totale discrezione dell’Amministrazione comunale, che potrà attivare anche altre forme di incentivazione personali e di interesse sociale” sottolinea il presidente Marinaccio.

Un impatto importante che permette di valutare l’efficacia dell’ economia circolare, come evidenzia Giorgio Zampetti, Direttore Generale di Legambiente: “Gli 11.402.561 m3 di oggetti venduti in 6 anni da Mercatino equivalgono al volume totale di rifiuti urbani conferiti in discarica nel 2016 in Italia (Fonte: rapporto ISPRA 2017)”.

Il caso della Città Metropolitana di Milano

In questa area sono stati venduti circa 420.000 oggetti usati dal giugno 2016 a maggio 2017da Mercatino, per un risparmio delle risorse conteggiato è quello consumato in 1 anno da 1.000 abitanti mentre sono state risparmiate circa 2.000 Kg di PM2.5 equivalente, pari alle emissioni di particolato generate dall’uso di circa 200 mln di sigarette.

In totale sono stati evitati circa 3.000 tonnellate di gas serra, pari a circa 550.000 € di risparmio per l’amministrazione pubblica (Stanford University stima in circa 220 dollari il costo sociale per tonnellata emessa).

Impatto che potrebbe arrivare a 23.000 tonnellate di CO2 evitata (4,2 ,mln € di risparmio sociale) se ogni abitante nella area metropolitana di Milano avesse acquistato almeno un oggetto usato nel corso dell’anno. Numeri che fanno riflettere..

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Redazione
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