Gli effetti dell’inquinamento da plastica sulle acque degli Oceani sono una questione su cui si discute molto a livello mondiale. Tanti sono i progetti promossi per contrastare questa problematica che si caratterizza per un trend di crescita esponenziale e, per questo, richiede interventi radicali, ma soprattutto rapidi. Il fenomeno non risparmia nemmeno le zone più profonde degli Oceani, come dimostra uno studio di qualche mese fa in cui si segnalava la presenza di rifiuti plastici persino nella celebre fossa delle Marianne (la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo, situata nella zona nord – ovest dell’oceano pacifico). Ora un’esplorazione del Great Blue Hole in Belize ha mostrato come la presenza di plastica in questi luoghi reconditi non si limiti a un solo caso isolato. Anche in questa dolina carsica subacquea sono state infatti trovate bottiglie in plastica.

L’esplorazione

La scoperta è stata fatta nel corso di un’esplorazione a cui hanno preso parte l’esploratore Fabien Cousteau (nipote del celebre Jacques Cousteau), Erika Bergman del National Geographic e il miliardario e fondatore del gruppo  Virgin Richard Branson. L’iniziativa era volta a supportare le attività dell’associazione OceanUnite che ha come mission quella di sensibilizzare l’opinione publica sul problema dell’inquinamento da plastica negli Oceani. L’obiettivo di questa realtà è in particolare quello di riuscire a proteggere almeno il 30% degli Oceani entro il 2030.

I mostri degli abissi? “Climate change e plastica”

Richard Branson in un articolo sul suo blog ha sottolineato come sia stato affascinato dalla bellezza del paesaggio sottomarino spiegando in maniera ironica come i veri mostri degli abissi incontrati nel corso dell’esplorazione siano stati i rifiuti in plastica che galleggiavano in acqua. “I veri mostri che l’Oceano deve affrontare sono il cambiamento climatico e la plastica. Purtroppo abbiamo visto delle bottiglie di plastica sul fondo del Great Blue Hole, si tratta di una vera piaga dell’oceano. Dobbiamo tutti cercare di sbarazzarci della plastica monouso”, ha spiegato il fondatore del gruppo Virgin. 

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