IMG 0160 1024x768Ritengo che nel nostro Paese potrebbero essere attivati 150 mld di investimenti degli oltre mille miliardi totali di cui si parla a livello di Commissione europea per il Green deal. Noi come Intesa Sanpaolo siamo pronti a mettere la nostra forza a disposizione del Paese per finanziare 50 di questi 150 mld ”. E’ quanto ha affermato ieri mattina a Milano il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, in occasione del convegno “Intesa Sanpaolo motore per lo sviluppo sostenibile e inclusivo”, durante il  quale sono stati illustrati i risultati raggiunti dal gruppo nel 2019 in ambito sviluppo sostenibile.

“Intesa Sanpaolo – ha aggiunto Messina – è in grado di sostenere l’accelerazione sulla green economy”, per dimostrare che nel nostro Paese si torna a investire, perché “il punto di debolezza che oggi abbiamo in Italia sono gli investimenti”.

Su sostenibilità necessaria una visione olistica

L’incontro ha dato una panoramica complessiva dei progetti promossi da Intesa Sanpaolo sul fronte della sostenibilità, un settore nei confronti del quale, come ha spiegato il ceo del gruppo bancario a margine dell’evento, è “fondamentale” adottare una visione olistica che integri modo proficuo l’ambito ambientale e quello sociale. “Io credo che queste tematiche vadano viste a 360 gradi, non come fattori distinti l’uno dall’altro”, ha detto.

Per quanto riguarda, in particolare, gli aspetti ambientali, Messina ha sottolineato come gli investitori si siano resi conto dell’importanza di tematizzare in modo adeguato questi temi, valutandone anche l’impatto economico e finanziario.

“Un’evoluzione necessaria”

Sulla necessità di affrontare in modo efficace le sfide poste dal cambiamento climatico si è soffermato, nel suo intervento, anche il Presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, che ha spiegato come questo cambio di paradigma rappresenti “un’evoluzione necessaria per preservare l’equilibrio del pianeta. Si tratta di un passaggio reso possibile “dalle formidabili capacità che la scienza e la tecnologia hanno sviluppato negli ultimi decenni”. Un cambiamento che “comporterà un enorme spostamento di risorse verso tecnologie nuove, verso nuovi impianti , nuove modalità logistiche e di gestione dei territori. Il tutto mobilitando “masse di investimenti senza precedenti”.

Economia circolare “motore di crescita del Paese”

All’impegno green di Intesa Sanpaolo sul fronte dell’economia circolare, definito dall’ad Messina un “motore di crescita del Paese”,  è stato dedicato in particolare un panel in cui hanno preso parte Catia Bastioli, Presidente di Terna e Amministratore delegato Novamont, e Fabrizio Di Amato, Presidente Maire Tecnimont.

Bastioli si è soffermata in particolare sulle potenzialità delle bioeconomia circolare, intesa come una “risposta fondamentale” alle sfide ambientali globali. In quest’ottica la “logica” da adottare deve essere quella della “rigenerazione territoriale”. Un approccio in grado di  partire “dai problemi dei territori per immaginare dei progetti locali che dalla diversità e da questi problemi creino delle opportunità di rigenerazione delle risorse naturali”, attraverso progetti capaci di riutilizzare gli scarti. Il tutto con l’obiettivo di “trasformare i territori in progetti e laboratori a cielo aperto e di coinvolgere anche l’ambito sociale”.

Di Amato ha invece evidenziato come in ambito di economia circolare l’Italia, da una parte, abbia avuto una “visione anticipata”, arrivando a rivestire un ruolo di primo piano sugli scenari internazionali; dall’altra debba ora “fare di più“ per “cercare di non perdere quel “primato che abbiamo raggiunto”.

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L’intervento del ministro Pisano

Innovazione, necessario “fare squadra”

A concludere i panel della mattinata quello dedicato all’innovazione, a cui ha partecipato il Ministro  per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, che ha sottolineato come siano tre le accezioni in cui il governo declina il tema innovazione: “Innovazione come fonte di competitività e sostegno al paese, innovazione come inclusione sociale e innovazione per l’ambiente”. “Si tratta di tre punti cardine del piano del governo e questo ci fa ben sperare” sull’attenzione dell’esecutivo per il comparto. Pisano ha, inoltre, spiegato come sia necessario adottare una visione sinergica, “fare squadra” mettendo a fattor comune le diverse competenze “per creare un ecosistema dell’innovazione”. Il tutto cercando di fare andare di pari passo regolamentazione e sviluppo tecnologico.

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