Scarpe da running 100% sostenibili in abbonamento

Si chiama Cyclon la scarpa da running dell’azienda svizzera On che “non sarà mai di nostra proprietà“, perché in un’ottica di economia circolare non si devono accumulare oggetti che poi rimarranno accantonati, alimentando una produzione incontrollata. La filosofia è che questa scarpa non si può possedere perché va restituita in quanto riciclabile all’infinito.

Il materiale 100% riciclabile

Ideata per l’allenamento e le corse veloci, è composta di un materiale al 100% vegetale, ottenuto dai semi di ricino (ricino communis). Scarpe ad alta performance riciclabili e completamente bianche così da non essere sottoposte ad alcun processo di tintura. Dai semi di ricino, viene estratto l’olio, da cui attraverso un complesso processo di sintesi viene creato uno speciale tipo di poliammide chiamata PA11. 

La tomaia in tessuto tecnico e a intreccio geometrico è garanzia di traspirabilità e flessibilità. Il fatto poi, che sia realizzata con un unico pezzo di tessuto e costituita da sole 6 componenti prodotte con materiali della stessa famiglia, permette di non produrre scarti, al contrario delle comuni scarpe di questo tipo composte da diversi materiali difficili da separare e quindi riciclare. Infatti, una scarpa da corsa classica, in genere, contiene più di 50 componenti per circa 40 categorie diverse di materiali. In questo caso, riducendo sensibilmente il numero di componenti e dei tipi di materiale si ha un processo di produzione più sostenibile.

L’innovazione della suola

La suola è prodotta con “Super critical foaming technology”, ovvero una schiuma ultraleggera che si forma dall’equilibrio tra calore, velocità e volume del gas, ciò la fa pesare poco più di 200 grammi, destinati a ridursi ancora in futuro. 

Le stime sull’impronta ambientale

Non essendo ancora stata lanciata, si parla di stime per quanto riguarda l’impronta ambientale, ma si prevede di risparmiare dalla produzione al primo riciclaggio il 50% di CO2 rispetto ad una classica scarpa da corsa del brand. Il consumo di energia pare sarà ridotto del 70% e si produrrà il 90% in meno di rifiuti rispetto ad un classico paio.

Il futuro della scarpa da corsa? Sarà in abbonamento

Il lancio è previsto per l’autunno 2021, ma l’aspetto ancor più interessante oltre alla sostenibilità e performance dei materiali, è il servizio di abbonamento circolare.

Il procedimento è il seguente: ci si iscrive sul sito, in modo che l’azienda sappia il numero esatto di scarpe da produrre, così da evitare sprechi. 

A questo fine, è richiesto di versare un acconto di 29,95 euro che coprirà il primo mese di abbonamento da quando inizia il servizio, ossia verrà ricevuto il primo paio di scarpe. 

Prima di spedire il nostro paio di scarpe, l’azienda chiede conferma dello status di abbonato, chiedendo di inserire nuovamente i dati della carta di credito.

Ogni mese sarà addebitato il costo dell’abbonamento di 29,95 euro sulla carta. L’acconto copre comunque la quota per il primo mese nel caso in cui si confermi l’abbonamento, chiaramente in caso contrario verrà rimborsato.

Dopo 600 km percorsi e passati circa 6 o 9 mesi, questo il tempo di usura stimato per la scarpa, sarà inviato un nuovo paio di scarpe, a patto che venga rimandato indietro quello usurato. Basterà andare sul sito ed avvisare della necessità di un nuovo paio. Rimandarle indietro non ha alcun costo aggiuntivo: si utilizza la stessa scatola e un’etichetta di restituzione presente nella pacco agevolerà la spedizione.

Infine, l’azienda laverà e triturerà quelle vecchie per trasformarle in nuove componenti senza produrre alcuno spreco. 

Ovviamente, non è possibile acquistare questa scarpa senza un abbonamento, altrimenti verrebbe meno il concetto di “scarpa che non sarà mai tua” e gli obiettivi di sostenibilità e circolarità che derivano dal riaverle indietro.  

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Redazione
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