raee raccolta datiNel 2019 il consorzio Ecodom ha gestito 153.004 ton di rifiuti domestici e speciali. Di queste, 123.952 ton erano Raee domestici, 8.139 ton erano Raee professionali, 14 ton erano rifiuti di pile e accumulatori portatili e 20.899 ton erano altri rifiuti speciali. E’ quanto emerge dal 12° rapporto di Sostenibilità del consorzio. 

Ecodom, i quantitativi dei rifiuti elettronici per raggruppamento registrati nel 2019 

In particolare dal report si evince come, delle 123.952 tonnellate di Raee gestite nel 2019, il 31,4% appartenga al raggruppamento R1 (freddo e clima). Il 62,2%, pari a 77.162 tonnellate, rientra invece nella raggruppamento R2 (grandi bianchi). A queste quantità si aggiungono quelle dei Raee del raggruppamento R3 (televisori e monitor) con 3.307 tonnellate (pari al 2,7%). Per gli R4 invece (informatica, elettronica di consumo, piccoli elettrodomestici e apparecchi di illuminazione) il dato è 4.604 tonnellate (3,7%). Infine gli R5 (sorgenti luminose) si sono attestati a  8 tonnellate (0,006%).

Emissioni evitate

Nel 2019 è inoltre stata evitata la dispersione nell’aria di circa 850 mila ton di CO2. Un valore corrispondente alle emissioni generate dalle auto che circolano nell’intera provincia di Milano per 31 giorni.

Risparmio di energia

Le attività di Ecodom hanno inoltre permesso di risparmiare 163,3 milioni di kWh di energia, pari al consumo elettrico annuo di una città di 150mila abitanti, come Foggia.

Rifiuti elettronici, Bernardi (Ecodom): “Nel 2019 risultati significativi”

I risultati ottenuti da Ecodom nel 2019 sono davvero significativi, soprattutto per quanto riguarda i benefici ambientali”, afferma in nota Maurizio Bernardi, presidente Ecodom.

L’impatto del Covid-19

Oggi però, di fronte alla situazione sociale ed economica provocata dall’emergenza sanitaria, è dovere nostro e di tutti i nostri stakeholder chiedersi se l’attuale sistema di gestione dei Raee sia ancora sostenibile”, aggiunge.

Servono norme più semplici

“Il contesto in cui operiamo è sempre più difficile e per questo motivo servono normative più semplici e più efficaci, incentivi economici e fiscali a sostegno di chi inizia a fare Economia Circolare. Inoltre servono controlli rigorosi che mettano fine ai traffici di chi ancora non ha capito, o non vuole capire, che danneggiare la Terra è danneggiare se stessi”, conclude Bernardi.

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