La filiera italiana degli oli minerali usati si conferma top nella raccolta con un 100% di efficacia e oltre il 98% di rigenerazione. E’ quanto emerge dal Rapporto di Sostenibilità 2024 di Conou, per la prima volta certificato anche nella analisi Life Cycle Assessment (ISO 14040 e ISO 14044).
“La nostra attività di garanti sulla filiera è ispirata a principi di qualità, equità, controllo e fiducia – afferma il presidente del Conou Riccardo Piunti – Tutto ciò continua a destare grande interesse da parte di Paesi sia europei che extraeuropei, che vogliono approfondire i nostri standard e il nostro modo di funzionare: noi siamo a disposizione di tutti per esportare il ‘modello Conou’”.
Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema CONOU ha generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone, con effetti positivi in termini di coesione territoriale, inclusione sociale e sviluppo locale.
Cosa diventa il rifiuto pericolo per l’ambiente
La trasformazione degli olii usati permette di ottenere nuove basi lubrificanti di elevata qualità, riducendo al minimo il ricorso a termodistruzione e combustione. Questo ha fatto sì che solo poco meno dell’1,5% del totale sia stato così smaltito.

Hydrotreated Vegetable Oil un’alternativa per il settore trasporti
Tra le iniziative il Consorzio ha avviato la promozione su base volontaria dell’utilizzo di HVO, ovvero Hydrotreated Vegetable Oil. Si tratta di sostituire il gasolio tradizionale nei veicoli dei concessionari di raccolta con questo di natura riciclata quindi a emissione carbonica neutrale.
Le regioni più virtuose
Il Nord è l’area con più raccolta con oltre il 56% del totale. Ovviamente anche grazie alla presenza di regioni produttrici come la Lombardia (21%) e il Veneto (11%). Mentre le regioni del Centro contribuiscono con una raccolta del 18% (solo dal Lazio arriva il 7% e la Campania che ne raccoglie l’8%). Il Sud e le isole arrivano al 26%.
La filiera Conou
Nel 2024 sono stati eseguiti 6.907 conferimenti presso oltre 103.000 produttori e siti in tutta Italia, il 12% proveniente dall’industria e l’88% da officine meccaniche. La raccolta è stata svolta con 673 automezzi, per un totale di 25,1 milioni di km percorsi.
Un azione che ha permesso di vedere crescere nel complesso le quantità raccolte arrivando a 188mila tonnellate contro le 183mila tonnellate del 2023, nonostante il calo del 2% del mercato.
I NUMERI DEL CONOU NEL 2024
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