Nella giornata della Biodiversità e a poche ore dalla giornata europea dei Parchi, il 24 maggio prossimo, Federparchi si interroga con alcuni dei suoi esponenti sul ruolo del turismo sostenibile post Covid-19 nelle Aree protette . Complice la presentazione della piattaforma on line per la formazione sulla Carta europea del turismo sostenibile. Strumento nato per la formazione multimediale su nove dei dieci principi della Carta dedicato al personale delle Aree protette, degli enti locali e delle imprese che ruotano attorno alla realtà dei parchi.

“L’obiettivo è arrivare a formare 2500 addetti” spiega Sonia Anelli, responsabile del Servizio educazione ambientale ente di gestione per i parchi e la biodiversità Emilia occidentale del Parco del Ducato nel corso del web in air di presentazione “Turismo sostenibile nei parchi e Covid19” moderato da Oscar Buonanno. La piattaforma è in quattro lingue ed ha l’obiettivo di migliorare il sistema parchi con contenuti formativi e una raccolta di best practices europee replicabili. Si tratta di uno strumento “In grado di mettere in relazione diversi paesi europei portando esperienze di buone pratiche con spunti positivi per i nostri operatori” sottolinea Agostino Maggiali presidente Parchi del Ducato.

Dialogo tra imprese ed enti parchi verso un turismo sostenibile post Covid-19

Un dialogo, quello tra imprese ed enti parchi, non ancora del tutto consolidato, come sottolinea Marco Katzemberger imprenditore turistico: “Gli operatori devono imparare il linguaggio delle imprese e le imprese dei Parchi. Serve un cambio di paradigma mentale che sia in grado di forgiare il prodotto turistico sostenibile, ricordandoci che in mezzo c’è anche l’economia”.

Necessità per cui la piattaforma del progetto Erasmus+ potrebbe dare il supporto sperato. Il termine dei lavori è previsto per febbraio del prossimo anno, al momento “La piattaforma è in via di costruzione per cui c’è bisogno del contributo di tutti sia per capire se è user friendly sia per segnalare i casi studio che secondo noi sono il cuore del progetto” spiega la Anelli. Casi studio che possono anche riguardare un focus speciale per le iniziative di contenimento da Covid-19.

Turismo sostenibile e Covid-19 un’opportunità
per i parchi

Per come è stato fino ad oggi l’accesso ai parchi, c’è già molto del Dna delle misure post coronavirus. Accessi calmierati, con escursioni spesso accompagnate da guide ambientali e aree costantemente sotto controllo. “I parchi avevano ed hanno tutte le caratteristiche per convivere con questo aspetto (del Covid-19 ndr.)” evidenzia Giampiero Sammuri, presidente Federparchi ed Europarc Italia. “Il modello di turismo a cui siamo costretti, volenti o nolenti da questa situazione, ci spinge in una direzione che trova nei parchi la possibilità di dare un contributo straordinario allo sviluppo turistico”.

Per farlo nella massima sicurezza serve un adeguamento tecnologico come la connessione veloce, che sia fibra o wifi. Ci sono aree vaste da controllare, eventuali richieste di soccorso che è importante poter inviare con tempismo e servizi che si possono offrire, come sottolinea Sammuri.

Un ammodernamento tecnologico che passa anche per le infrastrutture, come suggerisce Patrizio Scarpellini direttore Parco delle 5 Terre, che evidenzia la necessità, già palesata in passato, di poter avere un biglietto “su prenotazione” anche per i treni regionali, mezzo di maggior affluenza al parco ligure. Soluzione che permetterebbe di gestire meglio i numeri del turismo negli affascinanti, ma ristretti spazi, delle Cinque Terre. Una possibilità che in tempi di pandemia oltre che a supporto della vivibilità del territorio, sarebbe uno strumento preventivo per i contagi.

Insomma il Covid-19 ha offerto anche agli Enti parco un’occasione per fermarsi e ripartire. Magari facendo “conoscenza turistica più che consumo turistico” come sintetizza Agostino Agostinelli della giunta esecutiva Federparchi che ricorda come l’approccio pre pandemia vada cambiato comunque, in quanto “il Covid è anche conseguenza di quello che facevamo prima”.

Parchi come strumento di sviluppo in equilibrio
con il territorio

Un ruolo, quello di strumenti sinergici all’equilibrio del territorio, che non è nuovo ai parchi e che si deve adeguare alle esigenze dei tempi. “I parchi possono diventare uno strumento per lo sviluppo territoriale e la riqualificazione ambientale”, suggerisce Agostino Maggiali presidente Parchi del Ducato che ricorda come: “I parchi di crinale partecipano alla conservazione delle aree boschive, ma contribuiscono a un rinnovato sviluppo di quei territori. In un rapporto sinergico tra attività economica e valore aggiunto della natura”. Inoltre se guardiamo ai parchi fluviali “hanno dimostrato come la gestione del fiume da un punto di vista di aspetti idraulici e prevenzione dell’erosione abbia dato straordinari esempi di cassa di espansione naturale, a tutela del sistema nel suo complesso”, evitando l’uso di casse di espansione artificiali.

Il prossimo passo quindi sembra seguire il ragionamento di Maggiali: “Superare la logica di parco come tutela del territorio, giocando anche un ruolo importante per lo sviluppo”.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.