Combustibili marini ultra puliti da plastica di scarto non riciclabile

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Papera Plastica E1532093618895Secondo i dati forniti dal World Economic Forum, quest’anno 203 milioni di tonnellate di plastica di scarto diventeranno rifiuti non riciclabili che potrebbero finire nelle discariche o ancor peggio negli oceani. A ciò si somma il problema dei combustibili fossili utilizzati da navi o imbarcazioni che favoriscono le emissioni di biossido di azoto e ossido di zolfo, che sono solo alcuni dei più comuni inquinanti atmosferici derivanti dalla combustione di combustibili fossili.

Un’azienda inglese di energia rinnovabile, la Clean Planet Energy, attraverso il processo “clean planet”, risolve ben due problemi, producendo due nuovi combustibili ultra-puliti per sostituire quelli fossili dell’industria marina e li produce nei suoi due eco-impianti, che trattano oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti plastici non riciclabili all’anno. Un solo loro ecoimpianto può arrivare a trattare 20.000 tonnellate metriche di rifiuti plastici ogni anno. Pertanto, il loro processo green risolve, per loro parte, il problema della plastica e riduce le emissioni di CO2 ed altri inquinanti atmosferici.

I prodotti “Clean Planet Oceans” possono fornire riduzioni di CO2 di oltre il 75%, e ridurre significativamente gli inquinanti atmosferici nocivi fino a 1.500 volte. Entrambi i combustibili sono prodotti usando come materia prima, plastica di scarto non riciclabile.

Gli inquinanti atmosferici come lo zolfo sono misurati in ppm (parti per milione). Secondo i regolamenti Imo 2020 (Organizzazione marittima internazionale) implementati l’anno scorso, una nave con uno scrubber (particolare torre di lavaggio) installato a bordo è autorizzata a emettere 35.000 ppm di zolfo in mare quando brucia olio combustibile marino fossile, mentre una nave senza scrubber è autorizzata a emettere 5.000 ppm di zolfo nell’aria”, ha detto il Cto della Clean Planet Energy, dr. Andrew Odjo.

Al contrario, il combustibile residuo marino della Clean Planet Energy ha un contenuto di zolfo di appena 35 ppm, e il distillato marino ha un contenuto di zolfo di appena 3 ppm. Questo significa che le navi che utilizzano il nostro combustibile distillato marino possono ridurre l’inquinamento da zolfo di oltre 1500 volte rispetto alle navi che utilizzano combustibili fossili senza scrubber, e di oltre 10.000 volte rispetto alle navi con uno scrubber“.

Attualmente non c’è un’alternativa legittima e in scala rispetto all’uso di combustibili a base di carbonio nel settore marino e dell’aviazione. Mentre le automobili si stanno spostando verso l’elettrico, la durata di vita delle grandi navi significa che saremo bloccati a usare motori a combustibile fossile per molti anni a venire. Usando i rifiuti plastici non riciclabili come materia prima per i combustibili in queste industrie, possiamo ridurre le emissioni giornaliere di CO2 e del 75%”, ha aggiunto il dottor Odjo.

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Redazione
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