Produrre idrogeno dal vapore, la sperimentazione in Norvegia

La soluzione in una lega composta da: bario, lantanio, gadolinio cobalto e ossigeno

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Valore GasIntorno ai 600 gradi Celsius, si può produrre idrogeno dal vapore, evitando, inoltre, l’utilizzo di metalli nobili e costosi come il platino, necessari per rendere la fissione dell’acqua efficiente per soddisfare i requisiti degli elettroliti a bassa temperatura di nuova generazione. È quanto hanno scoperto alcuni scienziati norvegesi. Il processo può evitare l’uso di metalli nobili e costosi come il platino, necessari per rendere la fissione dell’acqua efficiente per soddisfare i requisiti degli elettroliti a bassa temperatura di nuova generazione.

Quali materiali possono essere impiegati

Durante questa ricerca, la sfida più complicata è stata quella di trovare dei materiali idonei a sopportare le sollecitazioni dovute a queste temperature così elevate. Einar Vollestad, scienziato presso la Sintef e Ragnar Strandbakke, studente post dottorato al Centro delle materie e nanotecnologie dell’università di Oslo, hanno organizzato una squadra di ricercatori per selezionare le materie prime per la creazione di una lega che abbia delle caratteristiche chimiche tali da accrescerne l’efficienza. Partendo da un paniere di 120 materiali, alla fine hanno selezionato una lega composta da bario, lantanio, gadolinio cobalto e ossigeno chiamandola Bglc. A questo proposito, Vollestad ha dichiarato: ”Quello che abbiamo fatto è stato sostituire parte del bario della lega iniziale con il lantanio, cercando di renderlo più elementare”.

Una fase sperimentale

Il progetto si trova ancora nella fase sperimentale, in quanto l’attività dell’elettrolita che utilizza il vapore pressurizzato può essere utilizzato solo all’interno di processi industriali, per poi essere proiettato su scala più diffusa nella fase successiva dello studio.

Il processo è segnato dall’utilizzo di idrogeno generato completamente asciutto. Inoltre, i processi di elettrolisi producono idrogeno impuro, con la presenza di acqua e altre molecole che devono essere eliminate prima di pressurizzare e accumulare l’idrogeno

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