Giornata Mondiale del Vento 2026: in Italia l’eolico punta a 16 GW di nuova capacità, ma serve sbloccare i territori

Messa a terra dei progetti e ritardi tra i nodi da sciogliere. Il convegno di Anev

Non è più solo una questione di transizione ecologica, ma di sicurezza nazionale e difesa del portafogli. In occasione della Giornata Mondiale del Vento 2026, l’Auditorium del GSE a Roma ha ospitato il convegno “Eolico: sicurezza energetica e obiettivi climatici nel rispetto della tutela del territorio”, promosso dall’ANEV.

Dal dibattito tra istituzioni, aziende e associazioni è emerso un messaggio chiarissimo: l’eolico è pronto a fare da pilastro industriale per l’autonomia energetica italiana, ma la burocrazia e i veti locali continuano a frenare i cantieri.

Il piano strategico: oltre 16 GW di nuova capacità con il FER X

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Vito Pastore, Direttore Relazioni Esterne e Programmazione Strategica del GSE, che ha sottolineato il valore economico delle rinnovabili come scudo contro la volatilità dei combustibili fossili.

La vera novità per il settore arriva dagli strumenti di sostegno governativi:

  • Il nuovo decreto FER X: confermato come lo strumento centrale per dare stabilità agli investimenti.

  • Le aste 2026-2027: l’obiettivo è assegnare oltre 16 GW di nuova capacità eolica, offrendo agli operatori un orizzonte di certezza a medio termine.

Un impegno ribadito anche dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che tramite un videomessaggio ha confermato la volontà dell’esecutivo di definire un quadro normativo uniforme per accelerare la decarbonizzazione.

Il sondaggio Noto: l’80% degli italiani teme una nuova crisi energetica

A smontare il mito di un’opinione pubblica contraria alle pale eoliche ci hanno pensato i dati. Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi, ha presentato la nuova indagine demoscopica realizzata per ANEV, scattando la fotografia di un Paese pragmatico:

  • Paura del futuro: oltre 8 italiani su 10 temono una nuova crisi energetica globale.
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  • Richiesta di indipendenza: il 66% (due terzi) degli intervistati ritiene che l’Italia non stia facendo abbastanza per slegarsi dalle forniture estere e chiede di spingere sulle rinnovabili.
  • Azioni che secondo gli italiani si potrebbero compiere per contrastare la crisi energetica. Trasporto pubblico ed tagli all’IVA tra le più votate.

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  • Nucleare vs rinnovabili: non solo nei referendum il nucleare perde anche qui.

    indagine noto anev 15 giugno 2026
    Fonte: indagine noto Anev 15 giugno 2026

Imprese e territorio: gli obiettivi al 2030 e il “muro” delle autorizzazioni

Il comparto industriale è pronto a investire. Edison, per bocca di Simone Nisi, ha annunciato l’obiettivo di quasi raddoppiare la propria potenza installata, passando dall’attuale 1,1 GW a 2 GW entro il 2030 tramite nuovi impianti e il rinnovamento (repowering) di quelli esistenti. Sulla stessa linea Luca Bragoli di ERG, che ha definito l’eolico “un’infrastruttura strategica”, e Paolo Raia di RWE, che ha invocato una pianificazione trasparente con le comunità locali.

Il vero nodo resta però la messa a terra dei progetti, come ricordato da Rossella Pasqualicchio (Lucky Wind): “La transizione non si misura negli obiettivi dichiarati, ma negli impianti autorizzati e connessi alla rete”.

L’affondo di Legambiente contro burocrazia e nucleare

Particolarmente duro l’intervento di Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, che ha puntato il dito contro i ritardi strutturali del Paese:

“Siamo nel pieno dell’ennesima emergenza energetica ma non riusciamo a sbloccare i progetti a causa dei pareri negativi pregiudiziali di molte Sovrintendenze o di norme regionali sulle aree idonee troppo caute. Invece di perdere tempo con tecnologie come il nucleare, già sconfitte dal mercato per i costi elevati, il Paese si concentri su rinnovabili, reti e accumuli. Facciamolo una volta per tutte.”

Le conclusioni di ANEV: “Basta con la dittatura delle minoranze”

A chiudere la giornata sono state le parole del presidente dell’ANEV, Simone Togni, che ha richiamato la politica alle proprie responsabilità decisionali:

“I sondaggi confermano che l’accettabilità sociale dell’eolico è altissima, contrariamente a quanto racconta certa stampa. Dobbiamo uscire dalla situazione attuale che vede il Paese schiavo delle dittature delle minoranze. Dopo le dovute discussioni pubbliche, le istituzioni devono assumere le decisioni corrette sulla base delle evidenze amministrative.”

A margine dell’evento, la Giornata del Vento 2026 ha vissuto anche un momento di profonda commozione con la scopertura della targa che intitola la sala consiglio dell’ANEV a Marco Peruzzi, storico vicepresidente dell’Associazione scomparso prematuramente, ricordato per la sua competenza, visione e straordinaria concretezza


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