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Necessità o furto, il confine sottile dell’energia

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Necessità o furto, il confine sottile dell’energia

L’energia elettrica un “bene non indispensabile alla vita” la sentenza della Cassazione sta facendo discutere tra i media, addetti ai lavori e consumatori.

La sentenza si riferisce alla donna pugliese che si è appellata allo stato di necessità per essersi attaccata alla linea della corrente illecitamente e che in cassazione ha visto negare questa opportunità.

La chiave di lettura di Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale riporta l’elettricità ad essere bene “essenziale ed indispensabile per una vita dignitosa”, ma senza giustificare “comportamenti contrari alla legge”.

Secondo  De Masi l’espressione della Suprema Corte,era rispetto il ritenere  “lecito” il furto di energia elettrica per “stato di necessità”. E su questo sottolinea il presiente di Adicnsum “la Cassazione non ha rinvenuto il nesso tra furto e stato di necessità, in quanto per quest’ultimo si intende una condizione di danno grave alla persona, danno che, nel caso di specie, la mancanza di elettricità non comportava”.

Il timore comune nelle molte critiche alla sentenza è che rappresenti un precedente che metta in discussione la tutela delle esigenze più vitali di utenti delle fasce deboli.

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