Lavare a mano o in lavastoviglie? Ecco come aiutare l’ambiente

I consigli per una gestione domestica efficiente

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Consuma di più usare la lavastoviglie o lavare a mano i piatti? Un dubbio che tocca più aspetti del vivere sostenibile a cui sempre più cittadini sono attenti nel corso delle proprie scelte quotidiane. Vediamo qui quale scelta è migliore.

Consumi a confronto

Forse non tutti sanno che lavare i piatti con un elettrodomestico permette di risparmiare 100 litri di acqua a ogni lavaggio. Non solo, anche il consumo di energia elettrica dell’apparecchio è competitivo (0.96kW/h) rispetto il consumo energetico dell’acqua (2,5 kW/h a lavaggio). Un impatto notevole sull’ambiente. Basti pensare che stando ai dati di vendita europea del 2015 le lavastoviglie tra gli Stati membri sono possedute solo dal 45% dei cittadini. Se tutti ne avessero una si arriverebbe a 92 TW/h risparmiati all’anno  e 6.141 miliardi di litri di acqua all’anno. In pratica 2,5 milioni di piscine olimpioniche al giorno.

Qualche trucco per consumare meno

Partendo da questi dati abbiamo chiesto a Davide Castagna di Applia, l’Associazione che rappresenta in Italia i produttori di apparecchi domestici e professionali, come poter fare la scelta migliore per l’ambiente, tenendo pulite le proprie stoviglie

Quali accortezze seguire per risparmiare acqua ed energia nella scelta dei programmi di lavaggio, preservando sempre il risultato?

La Comunità europea ha introdotto l’obbligo di un programma Eco nelle lavastoviglie. Questo deve rispettare specifici indici di efficienza energetica e rispettare la media di consumo europeo. Deve inoltre essere introdotto come programma selezionato automaticamente (di default) o in caso in cui la selezione automatica del programma non sia possibile, deve essere disponibile come selezione diretta senza bisogno di selezionare una temperatura o carico specifici. Infine, l’ultimo pacchetto eco-design prevede che questo sia l’unico programma con una denominazione che rimanda all’efficientemento energetico, così da non creare dubbi nell’utente.

Un programma Eco che oltre ad essere di riferimento sul consumo, mantenga invariati i requisiti funzionali rispetto a soluzioni sino ad oggi adottate, in particolare efficienza di pulizia e asciugatura.

I kg di portata di questi elettrodomestici hanno un “peso” nel conteggio dei consumi?
Non troppo. I regolamenti tengono conto della capacità dei prodotti, mantenendo un rapporto costante tra consumo e capacità. Altresì la tecnologia nel lavaggio tessuti ci viene incontro, consentendo una gestione dei programmi in funzione del carico lavato.

Con quale criterio si può scegliere la giusta taglia di elettrodomestico?
Sulla base delle esigenze familiari quindi il numero delle persone, lo spazio di installazione disponibile e la frequenza d’uso. Null’altro, perché come detto precedente, oggi si riescono a gestire al meglio i carichi e con essi i consumi.

A rendere intelligente un elettrodomestico non è solo la tecnologia ma anche il modo di uso. L’IoT quanto può influire sul consumo e le potenzialità degli elettrodomestici?
Vi sono certamente elementi che incidono sull’efficienza del singolo prodotto, anche se il maggiore impatto potrebbe esservi grazie ad una interazione di più prodotti; la programmazione, in base al costo energetico che possiamo impostare nel sistema di accensione della macchina nei momenti di minor costo dell’energia etc… Inoltre c’è un vantaggio nella sicurezza e nella gestione del doppio carico, possiamo evitare il sovraccarico oppure comunicare automaticamente all’esterno le ipotesi di guasto.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.