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Elettrodotto

Nel 2020 il prezzo medio dell’energia elettrica è stato in Italia più basso della media continentale, per la prima volta il lordo è stato più basso in tutte le classi di consumo domestico a eccezione della prima classe. Per il gas, invece, il costo è stato più alto della media europea e il consumo in decremento. 15,5 miliardi di euro gli investimenti attivati nel settore idrico, perdite in calo dal 43 al 41% e spesa media a famiglia di 317 euro l’anno. Nel settore rifiuti oltre 7.400 operatori registrati all’anagrafe su 3.523 enti territorialmente competenti riflettono una situazione fortemente frammentata. La produzione di energia rinnovabile è stata stabile.

Questi alcuni dei numeri contenuti nei due volumi della relazione annuale dell’Arera sullo stato dei servizi e dell’attività svolti nel 2020, che saranno presentati al termine del 2020 a Parlamento e Governo.

Energia elettrica

Nel corso del 2020 e 2021 l’Autorità ha completato i provvedimenti per rendere automatici in bolletta i bonus sociali per elettricità, gas e acqua. Complessivamente sono stati erogati oltre 1,8 milioni di bonus alle famiglie bisognose, in dettaglio:

  • bonus sociale elettrico 854.900 famiglie per un totale di 135,5 milioni di euro;
  • bonus sociale gas 543.963 famiglie per un totale di 76,2 milioni di euro;
  • bonus sociale idrico 461.334 famiglie per un totale di 20,4 milioni di euro.

Il call center dello Sportello per il consumatore dell’Arera, che si è dovuto riorganizzare per via della pandemia di Covid-19, ha registrato il 47% di chiamate relativo al bonus, il 22% relativo alla risoluzione delle controversie e 13% in merito alle pratiche aperte allo Sportello. Rispetto al 2019 sono arrivate +16% di domande pari a 18.602 complessive. 12,9 milioni di euro il corrispettivo economico ottenuto dai clienti o utenti finali per via della conciliazione.

Per quanto riguarda l’incidenza delle componenti oneri e imposte nel 2020 l’Italia si allinea al resto dei paesi europei. Il divario dei prezzi medi lordi dell’elettricità tra le imprese italiane e quelle europee si riduce, con un miglioramento per tutte le classi degli imprenditori.

Produzione di energia da rinnovabili nel 2020
La domanda nazionale è stata soddisfatta per il 90,2% dalla produzione nazionale, che nel 2020 è stata lorda di 281,5 TWh. I consumi hanno registrato un -6%, per all’incirca la metà soddisfatti dal gas

  • eolico – 7,4%;
  • solare +5,3%.

Il 54,3% dei clienti domestici ha scelto il mercato libero. E i venditori continuano a crescere, con 16 soggetti in più rispetto all’anno precedente.

Gas

A livello globale, il gas ha vissuto un crollo della domanda e delle importazioni. Anche i prezzi sono scesi, sia per la riduzione della domanda che dei prezzi petroliferi e della concorrenza. In Italia il prezzo è più alto rispetto alla media europea per tutte le fasce di consumo, anche se cala il divario con l’area Euro per fasce alto consumanti. In Italia il consumo è calato del 4,2% per un totale di 68,5 miliardi di metri cubi. 468 sono risultate le imprese attive e se il numero di aziende aumenta, la concentrazione del mercato cala. Oltre il 60% delle famiglie ha scelto il mercato libero. I clienti industriali pagano prezzi alti in tutte le classi, anche se migliorano i differenziali rispetto agli anni precedenti.

Idrico

15,5 miliardi di investimenti sono stati già attivati per il comparto idrico. Il 98% circa degli interventi programmati sono stati realizzati; le perdite degli acquedotti, che rappresentano la maggiore voce di spesa per gli investimenti, ammontano al 41,2%. La spesa media per la famiglia di tre persone ammonta a 317 euro all’anno.

Rifiuti

Il settore rifiuti risulta frammentato, con più gestori nello stesso Comune e prestazioni disomogenee tra le aree del Paese. Sono oltre 7.400 gli operatori suddivisi in 3523 enti. Oltre 48 milioni gli abitanti coperti dal metodo tariffario.

Teleriscaldamento

Il teleriscaldamento conferma una forte concentrazione nell’Italia settentrionale. Il gas naturale è ancora la principale fonte energetica usata negli impianti di telecalore, pari al 69,4% del consumo energetico complessivo. L’energia in teleriscaldamento è usata prevalentemente per la climatizzazione ambientale (riscaldamento e raffrescamento) e nella produzione di acqua calda a uso igienico-sanitario. Una quota significativa del mercato è infatti costituita da utenze di tipo residenziale e terziario, rispettivamente il 64% e il 33,8% del totale.

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