premio Dona 2017Si è aperto sotto l’egida della Smart home e cyber security il premio Dona 2017. La casa come elemento di congiunzione con l’esterno e filtro, in entrata e in uscita, del dialogo. Una casa che come ha indicato Massimiliano Donanon è meno accogliente, ma aperta a nuove connessioni da (e per) l’esterno”.

L’11 edizione del premio Dona, in onore del fondatore della associazione Vincenzo Dona, è stata assegnata alla scuola alberghiera l’Istituto Gioberti di Roma e a Peter Pan Onlus,  casa di accoglienza per famiglie con bambini in cura per malattie oncologiche.

Due aspetti di ospitalità e accoglienza che oggi, oltre al rispetto per l’ambiente, hanno al centro anche la relazione con il cliente consumatore. Una relazione che sta cambiando e un utente finale che ha bisogno di apprendere i nuovi rudimenti tipici del vivere nel rispetto dell’ambiente, nella riduzione degli sprechi e del impatto del singolo in un ecosistema complesso come quello della abitazione con la realtà circostante.

Tecnologia al servizio della casa intelligente

Diverse le aziende che hanno messo in linea il know how tecnologico con il design e la qualità della vita delle persone, dalla prevenzione per l’inquinamento in-door di Elica alla attenzione per la tecnologia dei rivestimenti architettonici come Airlite alle App in grado di collegare utenti e servizi tra i più disparati dalla richiesta di idraulico o baby-sitter (Ernesto.it) al volto del tassista più vicino a casa (myTaxi). Diverse le esperienze che si sono alternate sul palco dell’Unione Nazionale dei Consumatori, come quella di Leroy Merlin che cerca di trasferire al proprio cliente le chiavi per un “fai da te” attento a efficienza energetica, consumi e smart home.

Nel video Gianni Bientinesi business intelligent director di Leroy Merlin spiega  l’esperienza e la pratica di divulgazione e formazione messa in atto dall’azienda per contrastare la povertà abitativa.

Spreco alimentare, un’ azione centrale dal packaging alla distribuzione del prodotto

“Per produrre di più con meno risorse la prima cosa da eliminare sono gli sprechi” sottolinea Luigi Scordamaglia presidente Federalimentare sul focus dedicato allo spreco alimentare nel corso della giornata.  Che evidenzia come la tecnologia italiana sia leader di diversi processi in ambito produttivo alimentare: “Come Pianura Padana siamo l’area con resa maggiore per ettaro e uso minore di fertilizzanti chimici, questo è possibile grazie alla tecnologia digitale e all’analisi  industriale”.
Importanti successi se consideriamo anche come la legge antispreco abbia permesso di conferire  il 20 % al banco alimentare, come evidenzia Giovani Cobolli Gigli che sottolinea l’aspetto della  somministrazione e rivendita come momenti utili per dare una seconda vita alle materie.

Insomma la logistica della distribuzione si sta attivando per migliorare l’ottimizzazione dei processi. Deperibili e packaging i nodi ancora da sciogliere su cui obiettivamente si può fare meglio, perché nonostante le iniziative encomiabili e anche originali, come il recupero del pesce confiscato, che sottolinea, Andrea Giussani di Fondazione Banco alimentare.

Mentre rispetto al packaging, ricorda Marco Sachet direttore istituto italiano imballaggi,”siamo di fronte a una tecnologia di cui abbiamo molti margini di ottimizzazione”. Intanto i produttori si confrontano sulla Carta etica del packaging  su cui l’Istituto si dichiara “aperto al confronto e al miglioramento”. D’altronde il centro del confronto e l’analisi da cui ripartire la sintetizza al meglio Scordamaglia “Non sprecare vuol dire fare scelte e saper scegliere quello che serve”.

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