Norwell, Massachusetts Clean Harbors, Inc. (NYSE: CLH), leader nei servizi ambientali e industriali in Nord America, ha annunciato i risultati positivi del suo ultimo studio sullo smaltimento dei Pfas.
Le prove hanno confermato che i suoi impianti di incenerimento ad alta temperatura, autorizzati Rcra, sono in grado di distruggere in modo affidabile e sicuro diverse tipologie di Pfas, i cosiddetti “forever chemicals” associati a gravi rischi per la salute umana.
Nuovi confini per le verifiche Pfas
Il nuovo programma di test ha esteso le verifiche già condotte nel 2021 e 2022 con standard Epa. Questa volta l’obiettivo era dimostrare che il processo di combustione a 2.000-2.200 °F poteva eliminare i composti Pfas rispettando i più severi limiti di emissione OTM-50 e 0010 (precursore dell’OTM-55), recentemente introdotti dall’Epa. Ad oggi nessun’altra azienda o tecnologia è riuscita a soddisfare entrambi gli standard.
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“I risultati di questo studio confermano che possiamo distruggere in modo sicuro e completo una vasta gamma di composti Pfas nei nostri inceneritori per rifiuti pericolosi autorizzati Rcra”, ha dichiarato Eric Gerstenberg, co-chief executive officer. “C’è stata disinformazione sull’incenerimento e sulla sua sicurezza riguardo ai Pfas. Abbiamo superato brillantemente i test secondo OTM-50 e 0010, i più severi e recenti standard EPA. Siamo l’unica azienda ad aver conseguito questo riconoscimento. La cosa più importante è che abbiamo dimostrato in modo certo di poter eliminare efficacemente la minaccia rappresentata dai ‘forever chemicals’, in tutte le loro forme e su scala commerciale.”
Lo studio è stato condotto nel novembre 2024 in collaborazione con funzionari Epa e del Dipartimento della Difesa (DoD). In occasione di una visita all’impianto di Deer Park, l’amministratore dell’Epa, Lee Zeldin, ha potuto osservare direttamente l’impiego delle tecnologie avanzate di trattamento e ha commentato che “è impressionante vedere nuove tecnologie americane impiegate per proteggere l’ambiente”.
Il co-Ceo Mike Battles ha aggiunto che la scienza ha ormai dimostrato i gravi effetti dei Pfas e che l’Epa, insieme ad altre autorità, ha iniziato a introdurre regole per tutelare la salute pubblica, a partire dal nuovo standard sull’acqua potabile varato nel 2024. “Servono però ulteriori misure – ha detto – soprattutto per la bonifica dei suoli e per definire metodi sicuri di distruzione dei Pfas. Per questo abbiamo lavorato fianco a fianco con l’EPA, così da rispettare i nuovi standard e fornire dati utili allo sviluppo di regolamenti più efficaci.”
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