Il cambiamento climatico uccide soprattutto i vulnerabili

Un impatto invisibile, "ma silenziosamente devastante" registrato dallo studio condotto da ricercatori londinesi

“Il cambiamento climatico uccide. Sta intensificando le ondate di calore e sta spingendo
le persone vulnerabili al limite” è quanto afferma il Dr Garyfallos Konstantinoudis, Grantham Institute – Climate Change and the Environment, Imperial College London. L’affermazione è supportata dallo studio che ha visto impegnati 14 ricercatori dell’Imperial College di Londra, della London School of Hygiene & Tropical Medicine, dell’Università di Berna, del Royal Netherlands Meteorological Institute e dell’Università di Copenhagen in cui il professore è coinvolto in prima persona, analizza come il cambiamento climatico di origine antropica abbia intensificato la recente ondata di calore e aumentato il numero di decessi per calore in 12 città europee (fra cui Milano, la più colpita, e Roma).“Questo studio dimostra che ogni frazione di grado di riscaldamento fa un’enorme differenza – che si tratti di 1,4, 1,5 o 1,6°C”. Questi cambiamenti, apparentemente piccoli, porteranno a ondate di calore più calde e a un’impennata delle morti per il caldo” continua Konstantinoudis.

Un impatto invisibile, “ma silenziosamente devastante”

Le condizioni di caldo torrido hanno portato a limitazioni delle ore di lavoro all’aperto in Italia, alla chiusura di oltre 1.300 scuole in Francia, alla chiusura di un reattore nucleare in Svizzera e allo scoppio di incendi in Grecia, Spagna e Turchia. Il caldo estremo ha attraversato l’Europa tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, con temperature superiori ai 40°C in diversi Paesi.

“Le ondate di calore non lasciano una scia di distruzione come gli incendi o le tempeste.
Il loro impatto è per lo più invisibile, ma silenziosamente devastante: una variazione di
soli 2 o 3°C può fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di persone” evidenzia Dr Ben Clarke, Centre for Environmental Policy Imperial College London. “Il nostro
studio mostra quanto sia già pericoloso il cambiamento climatico con un riscaldamento
di appena 1,3°C. Tuttavia, potremmo raggiungere i 3°C in questo secolo, a meno che i
Paesi non accelerino la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili.
Questo porterebbe in Europa ondate di calore più violente, causando più morti e
mettendo sotto pressione i sistemi sanitari”.

I risultati mostrano come il caldo sia una minaccia sottovalutata perché viene raramente segnalata. Difatti la maggior parte dei decessi legati al caldo avviene nelle case e negli ospedali, fuori dalla vista del pubblico.

I target più colpiti

L’88% dei decessi è stato delle persone di 65 anni e più sono state le più colpite. I risultati evidenziano che le persone anziane in Europa corrono un rischio crescente di morte prematura, poiché la combustione di combustibili fossili provoca ondate di calore più calde, più lunghe e più frequenti.

Ma il caldo può essere pericoloso per tutte le fasce d’età. Secondo i ricercatori sono stati stimati circa 183 decessi tra le persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni. Circa il 90% dei decessi a Madrid è stato attribuito al cambiamento climatico, il più alto tra le città europee.

Nel complesso l’analisi dei ricercatori si è focalizzata su 12 città, fornendo solo un’istantanea del vero numero di morti dovuto all’eccesso di calore e anticipano che potrebbero essere molte di più.

Piani di contenimento del rischio del caldo

Secondo lo studio in Europa siano stati compiuti buoni progressi nello sviluppo di
piani d’azione per il caldo, ma sono necessarie strategie a lungo termine per ridurre
l’effetto dell’isola di calore urbana. Spazi versi e blu, e centri di raffreddamento e i sistemi di supporto formale per le popolazioni vulnerabili, sono le prime soluzioni su cui investire.

L’impatto delle fonti energetiche fossili

Le temperature record di questo inizio estate stanno rendendo le nostre vite un vero e proprio inferno climatico, con morti premature triplicate, complicazioni di salute e impossibilità a svolgere le attività di tutti i giorni. E questa situazione è la diretta conseguenza della nostra dipendenza dai combustibili fossili, come ci dimostra lo studio appena uscito” sottolinea in una nota Federico Spadini della campagna clima di Greenpeace Italia.

“Per mettere fine a questa crisi, i governi devono abbandonare l’utilizzo dei combustibili fossili e imboccare davvero la strada della transizione alle fonti rinnovabili, e le grandi aziende del settore fossile devono iniziare a pagare per i danni che stanno causando con le loro emissioni fuori controllo”, conclude Spadini. Ondate di calore, alluvioni e siccità sempre più intensi e frequenti, hanno un costo altissimo in termini di vite umane, perdita di biodiversità e impatti socio-economici.

Per questo l’organizzazione ambientalista ha lanciato una petizione per chiedere al governo italiano e ai governi europei di abbandonare i combustibili fossili, bloccando gli investimenti e vietando i nuovi progetti fossili, in modo da liberare risorse per una reale transizione energetica.


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