Rinnovabili ed efficienza energetica in Marocco e petrolio nel Messico

Torna l'appuntamento con l'export italiano

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La rubrica settimanale ci porta prima in Marocco, dove Anie sostiene l’imprenditoria tricolore nella transizione energetica del paese e poi nel Golfo del Messico, in cui l’azienda guidata da Claudio Descalzi continua a crescere nella produzione di idrocarburi

La collaborazione tra Anie e Ice per la transizione energetica di Rabat

Nell’appuntamento annuale di Anie, associazione aderente a Confindustria che rappresenta le aziende elettroniche ed elettrotecniche nazionali, dedicato all’internazionalizzazione che si è svolto il 4 febbraio a Milano Palazzo Stelline, è stato presentato il programma di iniziative per il 2020 per aiutare le imprese italiane che guardano ai mercati esteri.

L’attenzione sul mercato dell’Energia, il focus di quest’anno è proiettato sul Marocco, che ha avviato un piano per la riduzione della dipendenza dall’estero e incentrato nello sviluppo delle Energie rinnovabili (l’ambizioso obiettivo entro il 2030 è quello di coprire oltre la metà della domanda elettrica da fonti non tradizionali).

Le esportazioni elettrotecniche ed elettroniche italiane in Marocco risultano concentrate nel comparto elettromeccanico (tecnologie per l’energia da fonti tradizionali e rinnovabili), con una quota vicina al 40% sul totale.

Nel Paese “circa il 93% della domanda interna di energia viene coperta da importazioni” spiega in una nota Daniela Cosentini, responsabile Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) di Casablanca “A fronte di ciò, il Regno ha saputo adottare una visione globale con un programma nazionale basato sull’efficienza energetica da un lato e sulla necessità di espandere l’elettrificazione rurale dall’altro, ottimizzando l’energia nei settori dell’edilizia, dell’industria e del trasporto”.

Una situazione che secondo l’Ice apre una importante opportunità per l’Italia, di cui è quarto cliente e quinto fornitore straniero. “Nella filiera dell’energia e delle tecnologie e strumentazioni ad essa collegate, la produzione italiana presenta una performance ottimale con competenze specifiche e attenzione all’innovazione” conclude la Cosentini. Altre opportunità in ambito di export sul settore energetico sono date dal mercato dell’energia. Il piano che il Marocco ha avviato è incentrato nella riduzione della dipendenza dall’estero e incentrato nello sviluppo delle energie rinnovabili che, secondo le aspettative, dovrebbero coprire il oltre la metà della domanda elettrica entro il 2030.

Nuove riserve di olio nel mare messicano: Eni continua la proiezione in America

Presente nel paese dal 2006, il 17 febbraio scorso l’azienda di San Donato Milanese ha diffuso la notizia di una scoperta nel Golfo del Messico, bacino di Sureste: a circa 65 km dalla costa, tramite il pozzo esplorativo Saasken-1 Nfw, nel blocco 10, è stato scoperto un giacimento che le stime preliminari valutano contenere tra i 200 e i 300 milioni di olio in posto, per una capacità produttiva di oltre 10.000 barili/g, a una profondità complessiva di 3.830 metri. I reservoir sono rappresentati da sabbie di elevate qualità petrofisiche. La multinazionale italiana ha portato avanti l’attività di prospezione in associazione con la russa Lukoil (con una quota del 20%) e la britannica Capricorn (15%), detenendo il restante 65%. L’accordo prevede lo studio per uno sfruttamento commerciale delle risorse, tra cui un’ulteriore campagna esplorativa per le licenze detenute nel bacino messicano, di cui sei nel bacino del Sureste.

Con questa nuova attività, l’Eni conferma l’importanza del paese nordamericano per la crescita estera: attualmente la capacità produttiva dell’Area 1 è pari a 15.000 barili al giorno ed è prevista una crescita fino ai 100.000 b/g per il 2021.

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