tassonomia europea investimenti sostenibili
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Il collegio dei commissari europei ha raggiunto un accordo politico sul testo, che verrà formalmente adottato non appena tradotto in tutte le lingue. La Commissione europea infatti ha presentato oggi un atto delegato complementare “Clima” della tassonomia, che riguarda determinate attività del settore del gas e del nucleare in merito agli obiettivi di mitigazione ai cambiamenti climatici.
Alla luce dei pareri scientifici e della tecnologia attuale, la Commissione ritiene che gli investimenti privati nel settore del gas e del nucleare possano svolgere un ruolo nella transizione energetica.

L’atto delegato complementare “Clima” presentato oggi introduce:

  • Nella tassonomia UE altre attività economiche del settore energetico. Il testo stabilisce condizioni chiare e rigorose, a norma dell’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento Tassonomia, alle quali è possibile aggiungere, come attività transitorie, alcune attività nucleari e del gas a quelle già presenti nel primo atto delegato sulla mitigazione e sull’adattamento ai cambiamenti climatici, applicabile dal 1º gennaio 2022.
  • Obblighi di informativa specifici per le imprese che esercitano attività nei settori del gas e del nucleare. Per garantire la trasparenza, la Commissione ha modificato oggi l’atto delegato “Informativa” della tassonomia, in modo che gli investitori possano individuare le opportunità di investimento che includono attività gasiere o nucleari e compiere scelte informate.
  • La Commissione ha stilato il testo dell’atto delegato complementare dopo aver condotto consultazioni con un gruppo di esperti degli Stati membri sulla finanza sostenibile e sentite le osservazioni del Parlamento UE.

Le prossime tappe

L’atto delegato complementare, una volta tradotto in tutte le lingue, sarà formalmente trasmesso ai co-legislatori per essere sottoposto a controllo.

Il Parlamento europeo e il Consiglio avranno quattro mesi per esaminare il documento e sollevare obiezioni. Entrambe le istituzioni possono chiedere di prolungare di due mesi il periodo di controllo.

Il Consiglio potrà sollevare obiezioni con una maggioranza qualificata rafforzata, cioè almeno il 72% degli Stati membri. Il Parlamento potrà farlo se il testo riceve un voto negativo della maggioranza dei suoi membri in seduta plenaria, ovvero almeno 353 deputati.
Una volta terminato questo periodo di controllo, l’atto delegato complementare entrerà in vigore e si applicherà a partire dal 1° gennaio 2023.

Le posizioni contrarie di Wwf, Banca Etica e M5S

Secondo il Wwf, “La Commissione europea ha ceduto oggi alle pressioni della Francia e di altri Paesi, pubblicando una serie di regole di finanza sostenibile che faranno un danno enorme all’UE e all’azione globale per l’ambiente. La Commissione classifica ufficialmente il gas fossile e l’energia nucleare come ambientalmente sostenibili secondo la tassonomia dell’UE, la guida agli investimenti “verdi” dell’Unione, nonostante il fatto che il gas fossile generi enormi emissioni e l’energia nucleare crei scorie altamente radioattive che non si sa ancora come gestire”.

La proposta della Commissione, continua Wwf: “ha lo scopo di definire i dettagli del robusto Regolamento UE sulla Tassonomia, il cui articolo 19 richiede che i criteri della stessa siano fondati sulla scienza, non diano un trattamento speciale a certe tecnologie, e siano facilmente verificabili. Tuttavia, i nuovi criteri per il gas e il nucleare violano ognuno di questi requisiti e sono quindi incompatibili con il regolamento”.  Il Wwf chiede dunque al Parlamento europeo e al Consiglio, che hanno ciascuno un voto sì/no sulla proposta, di respingerla.

La presidente di Banca Etica, Anna Fasano, sul Fatto Quotidiano dichiara: “Mai ci saremmo aspettati una soluzione finale così al ribasso che inserisce tra le attività finanziabili anche gas e nucleare. Il gruppo continuerà a distinguersi con politiche di investimento più rigorose e selettive per portare un vero cambiamento nel sistema economico”.

Davide Crippa, capogruppo del M5S alla Camera, parla di un’inversione a U: “La scelta di inserire il nucleare e il gas nella tassonomia denota che la Commissione europea non è riuscita a fermare le spinte provenienti da interessi confliggenti con quelli di una vera transizione ecologica. Sento dire che queste vecchie e pericolose fonti di energia sarebbero “soluzioni ponte”: in realtà si tratta di una grave “inversione a U” che rischia di spostare attenzione e risorse dall’obiettivo principale, che è quello di accelerare al massimo sulle fonti rinnovabili, sull’efficienza energetica, sulle nuove tecnologie per l’accumulo e le reti intelligenti. A chi ci accusa di assumere una posizione ideologica, aggiunge Crippa, hanno già risposto il pool di esperti della Piattaforma europea sulla finanza sostenibile, che ha espresso le nostre stesse perplessità, i diversi Paesi che si sono dichiarati contrari e la stessa Banca Europea degli Investimenti, che ha reso noto di non voler sostenere progetti che abbiano a che fare con il gas e con il nucleare”.

Secondo Utilitalia e Lega, la Tassonomia Ue penalizza il settore italiano del gas

Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia (Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche), commenta così i contenuti del nuovo atto delegato della Commissione europea: “Il regolamento delegato sulla Tassonomia verde europea adottato oggi rischia di penalizzare pesantemente il nostro sistema energetico nazionale, che vede il gas giocare un ruolo importante di accompagnamento nel percorso verso la decarbonizzazione. L’introduzione di vincoli specifici e particolarmente stringenti sulle emissioni climalteranti e sulle caratteristiche degli asset che possono essere sostituiti da nuovi impianti a gas, rischia di escludere dalla qualifica di attività green la totalità degli impianti già in esercizio in Italia, nonché gli investimenti previsti nel prossimo futuro. Per ciò che concerne, in particolare, i limiti alle emissioni, gli standard fissati sono eccessivamente sfidanti e non sembrano tenere conto delle tecnologie disponibili e la loro economicità”.

Dello stesso avviso il sen. Paolo Arrigoni della Lega che afferma: “L’atto delegato complementare della tassonomia, pubblicato  dalla Commissione UE, certifica quanto la Lega sostiene da tempo: gas e nucleare sono fonti “green”, fondamentali per la transizione, la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni inquinanti. Bene dunque che Bruxelles abbia finalmente intrapreso la via del pragmatismo dopo anni di ideologia ambientalista che ha indebolito il sistema energetico europeo. Purtroppo i criteri per il gas restano troppo stringenti, poco compatibili con le attuali tecnologie e per il nostro Paese è estremamente penalizzante la proposta di includere tra i progetti finanziabili solo le centrali a gas che sostituiscono quelle a carbone o a petrolio”.

Cogen Europe lamenta la mancanza di coerenza nei criteri per la cogenerazione

Cogen Europe accoglie con favore l’inclusione della cogenerazione ad alto rendimento come soluzione che contribuisce alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico nella tassonomia UE. Tuttavia, l’associazione è preoccupata che alcuni criteri incoerenti applicati alla cogenerazione nella proposta della Commissione possano rivelarsi controproducenti.

“Accogliamo con favore il fatto che la Commissione europea stia proponendo di includere la cogenerazione ad alto rendimento che utilizza il gas naturale e, sempre di più, i gas rinnovabili e a bassa emissione di carbonio nella tassonomia UE delle attività che contribuiscono alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico”, ha detto Hans Korteweg, direttore generale di Cogen Europe, parlando a Bruxelles. “Questo manda un segnale positivo agli investitori e ai politici che dovrebbero vedere la cogenerazione come una tecnologia abilitante per la decarbonizzazione economica ed efficiente del nostro sistema energetico”.

“Tuttavia, siamo delusi nel vedere che il regolamento proposto stabilisce criteri restrittivi per gli operatori della cogenerazione in termini di dimensionamento, ubicazione e funzionamento, che vanno oltre gli ambiziosi limiti delle emissioni, gli obiettivi di efficienza energetica e gli obiettivi di assorbimento delle energie rinnovabili. Inoltre, alcuni criteri sono più severi per la cogenerazione rispetto alla generazione di sola energia, il che è ingiustificato e incoerente con il mettere l’efficienza energetica al primo posto”.

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