Carburanti al tavolo di filiera del Mise, una riforma del settore in tre punti

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carburanti tavolo di filiera
Foto di Skitterphoto su Pexels.

Un’attenzione nel prossimo scostamento di bilancio per aiutare un settore che non si è mai fermato, soprattutto durante l’emergenza Covid-19. E che guardi a una concreta riforma, i tre punti, in ottica transizione energetica dei trasporti al 2030.

Questi i punti emersi nel corso del tavolo di filiera sulla rete carburanti tenuto stamattina in videoconferenza dal Ministero dello Sviluppo economico.

I punti espressi nel tavolo di filiera dalle parti

Nell’occasione il presidente di Unem Claudio Spinaci ha ribadito tutte le difficoltà che sta attraversando la rete distributiva carburanti “A causa della mancanza di una applicazione omogenea a tutti i soggetti e nei vari territori, nonché per la cronica carenza di controlli che ha favorito la diffusione dell’illegalità, intesa non solo sotto il profilo delle frodi fiscali, ma anche del rispetto delle norme di sicurezza stradale e del dumping contrattuale. Pertanto, proporre nuovi interventi, senza rimuovere i fattori di ‘impedimento’ alla loro realizzazione, quali l’illegalità – ha concluso – sarebbe del tutto inutile. Si può ripartire dalla Risoluzione De Toma per individuare nuove misure, in linea con le norme a tutela della concorrenza e del mercato, ma serve una chiara volontà politica che permetta di raggiungere risultati concreti”.

“In questi lunghi mesi di drammatica crisi, tutte le imprese della filiera hanno subito duri contraccolpi, ma non hanno mai fatto mancare la sicurezza di un approvvigionamento essenziale per i cittadini e non interrompibile.  Ciononostante sono state dimenticate da tutti i recenti decreti ristori” così Assopetroli-Assoenergia commenta l’iniziativa del Sottosegretario Alessia Morani in una nota.

La risposta del Mise è quella di usare “la finestra del prossimo scostamento di bilancio”, per “valutare interventi a sostegno della rete”. 

Infine è stata posta attenzione al Mise e la Sottosegretaria ha condiviso la necessità di effettuare una riforma del settorea partire da tre nodi essenziali: razionalizzazione e ammodernamento della rete, contrasto ad ogni forma di illegalità, regolazione dei rapporti contrattuali, per ciascuno dei quali si è detta disponibile a istituire sotto-tavoli permanenti con l’obiettivo di traguardare a risultati tangibili”.

Azioni che servono per guardare a un 2030 in cui si dia “concretezza” alla transizione energetica dei trasporti.

 

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