modello urbano sostenibile

Un nuovo modello urbano sostenibile sta iniziando a farsi strada nelle diverse città lombarde, anche se questo processo virtuoso avanza un po’ a rilento. E’ la fotografia scattata dalla XXIV edizione di Ecosistema Urbano, il dossier di Legambiente realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, fornisce un quadro delle performance ambientali del Paese attraverso un’analisi dei risultati ottenuti dalle principali città in tema di aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.   

A Mantova 80% di raccolta differenziata

Tra i migliori risultati registrati in Lombardia c’è quello di Mantova dove la raccolta differenziata ha raggiunto l’80% grazie a un servizio di raccolta porta a porta che arriva a tutti i residenti e che permette al cittadino – grazie a un microchip e ad un’etichetta elettronica che personalizzano e tracciano sacchetti e bidoni della spazzatura – di pagare solo l’effettivo costo di smaltimento dei rifiuti non riciclabili che ha buttato via.

Altro dato positivo ottenuto da Mantova è poi quello relativo alla disponibilità di verde procapite (32 alberi ogni 100 abitanti) e le infrastrutture dedicate alla ciclabilità, settore nel quale si piazza al secondo posto dopo Bolzano (Cremona è invece 11a, Sondrio 16a, Lodi 20a).

Milano sale in classifica grazie a depurazione idrica, rifiuti e mobilità

Migliora le sue performance sul fronte ambientale anche la città di Milano che quest’anno riesce a piazzarsi al trentunesimo posto della classfica. Un risultato dovuto principalmente alle  buone prestazioni nella depurazione idrica e nella raccolta dei rifiuti, all’efficacia di scelte innovative come Area C, car- e bike-sharing e al potenziamento del trasporto pubblico. Il capoluogo lombardo, inoltre, in occasione del network C40, è l’unica città italiana, insieme ad altre 11 metropoli globali, ad aver preso impegni concreti per città più verdi e sane, con “zone a zero emissioni e libere dalle energie fossili entro il 2030” e, a più breve termine, “per la scelta di utilizzare solo mezzi pubblici a zero emissioni a partire dal 2025″. Tutti obiettivi importanti considerati i dati sulla qualità dell’aria della città che, insieme a Torino, detiene il record negativo di superamenti dei limiti consentiti dalla normativa sui livelli di polveri sottili.

Buoni, invece, i risultati ottenuti sul fronte riciclo con quantità di rifiuti 4 volte maggiori rispetto a quella di Madrid o Parigi.

Lombardia, dati negativi sulla qualità dell’aria

In generale è tutta la Lombardia a registrare performance negative sul fronte qualità dell’aria. Ben 11 capoluoghi di provincia su 12 , eccetto Sondrio, hanno una qualità dell’aria classificata come scarsa. Nell’arco dell’anno vengono superati, infatti,  i limiti della normativa comunitaria sia per Pm10 e Pm2,5 sia per NO2 e O3.

Meggetto: “Inquinamento atmosferico grande nemico della Pianura Padana”

«Mentre Mantova si intesta il primato nazionale, grazie ai buoni risultati sul fronte dei rifiuti e delle misure di mobilità, e Milano si conferma capitale dell’innovazione, le altre città fanno fatica a trovare una dimensione che le veda protagoniste nella produzione di benessere urbano – commenta in una nota  Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia L’inquinamento atmosferico si riconferma il grande nemico della Pianura Padana ma, a parte Milano, le città non ingranano la marcia giusta. Decongestionare le città dal traffico e attuare una riqualificazione energetica degli edifici aumenterebbe il benessere dei cittadini e ne tutelerebbe la salute. Purtroppo da questi obiettivi siamo ancora lontani. Serve un cambio di passo anche delle amministrazioni, anche per intercettare nuove opportunità di finanziamento».

L’agenda delle città di Legambiente

Per indicare le priorità d’azione Legambiente ha realizzato “un’agenda delle città” da cui emerge come in tutti i capoluoghi un tema chiave sia quello della lotta all’inquinamento, che vede nel triangolo Milano-Monza-Como “lo ‘zoccolo duro” delle emissioni, in particolare l’ossido d’azoto. Altro settore su cui intervenire è poi quello dell’incidentalità stradale dove i dati dei capoluoghi lombardi sono molto alti (i picchi di vittime si registrano a Bergamo e Milano).

In tema della lotta al cambiamento climatico, l’agenda di Legambiente per la Lombardia vuole anche “risvegliare i Comuni dalla loro distrazione sugli investimenti in energie rinnovabili”.  Non sembra, infatti, se non in qualche rara eccezione, che gli amministratori siano consapevoli della “sfida che tutte le città hanno di fronte“. Per quanto riguarda i rifiuti, invece, da una parte si evidenziano generali avanzamenti sulla raccolta differenziata (ma solo Mantova, Cremona, Lodi, Bergamo e Como hanno superato gli obiettivi minimi di legge del 65%), dall’altra rimane prioritario aumentare l’impegno sulla riduzione complessiva degli sprechi.

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Redazione
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