Economia circolare: nel Lazio 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti edili l’anno. ANPAR: «Puntiamo sul riciclo per i nuovi cantieri»

Oltre 5,6 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione prodotte ogni anno nel Lazio, di cui più di 2 milioni nella sola Roma Capitale. Numeri imponenti che rappresentano una sfida strategica, ma soprattutto un’enorme opportunità per lo sviluppo dell’economia circolare nella regione.
È questo il messaggio centrale emerso durante il convegno “La circolarità dei materiali inerti da C&D a Roma e nel Lazio”, promosso presso la Regione Lazio da ANPAR (Associazione Nazionale Produttori Aggregati Riciclati, aderente ad ASSOAMBIENTE). L’evento ha visto il confronto tra istituzioni, imprese e associazioni di categoria con l’obiettivo di trasformare gli scarti edilizi in risorse preziose per le infrastrutture del territorio.

Pianificazione integrata: dai cantieri al nuovo Piano Rifiuti

In una fase caratterizzata dall’apertura di grandi cantieri per la viabilità e il potenziamento del trasporto pubblico, ANPAR sottolinea la necessità di far procedere di pari passo la programmazione delle opere pubbliche e la gestione degli scarti minerali.
Il futuro Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti dovrà compiere un salto di qualità: passare dalla semplice gestione del rifiuto alla programmazione della materia prima secondaria. L’obiettivo è favorire il recupero degli inerti a chilometro zero, vicino ai luoghi di produzione, e la loro immissione nei nuovi cantieri regionali. Questo approccio permetterebbe di:
  • Ridurre drasticamente l’estrazione di materie prime naturali.
  • Abattere l’impatto ambientale e l’inquinamento legato al trasporto pesante.
  • Attuare in modo capillare i Criteri Ambientali Minimi (CAM), in particolare nelle infrastrutture stradali.
«Il riciclo degli inerti non si realizza soltanto attraverso gli impianti: occorre creare le condizioni perché i materiali recuperati possano essere effettivamente utilizzati. In un territorio che si prepara a realizzare importanti opere, è fondamentale mettere in relazione i fabbisogni dei cantieri con le opportunità offerte dal recupero dei materiali.»
— Carlo Colombino, Presidente ANPAR

Il nodo logistico e la rete distributiva

Durante il dibattito — moderato dal Segretario Nazionale ANPAR Paolo Barberi e arricchito dai contributi di Andrea Minutolo (Legambiente) e Alessandro Minicucci (ANCE Roma) — è emersa la necessità di riservare un trattamento normativo dedicato agli impianti di inerti non pericolosi, caratterizzati da un impatto ambientale contenuto.
Un focus strategico è stato dedicato alle rivendite edili, snodo cruciale descritto da Valentino Cotugno (GRUPPO REA Italia e Presidente Confapi Lazio). I magazzini edili possono svolgere un doppio ruolo fondamentale:
  1. Punti di raccolta per le microdemolizioni e i piccoli cantieri.
  2. Vetrina commerciale per l’acquisto e il reinserimento sul mercato degli aggregati riciclati.
Per facilitare questo processo, ANPAR sollecita la definizione di linee guida regionali o accordi di programma con le Amministrazioni locali per regolare la gestione degli scarti presso tali aree.

Un’alleanza pubblico-privato per la transizione ecologica

ANPAR si propone come interlocutore tecnico permanente per la Regione Lazio, Roma Capitale e gli enti locali, mettendo a disposizione l’esperienza delle imprese del settore per definire norme uniformi, localizzazioni idonee degli impianti e la creazione di una domanda stabile nel mercato pubblico e privato.
«Chiediamo che la filiera sia coinvolta nelle sedi decisionale che riguardano rifiuti e infrastrutture», ha concluso il presidente Colombino. «Solo così gli obiettivi dell’economia circolare potranno trasformarsi in risultati concreti e misurabili per il nostro territorio».

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