Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato le conclusioni ufficiali in vista della Conferenza delle Parti (Cop31) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc), prevista ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre prossimi. Il documento strategico sottolinea l’urgenza di rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, richiamando la comunità internazionale a un’azione immediata e coordinata per mantenere a portata di mano la soglia critica di riscaldamento globale di 1,5°C.

Sebbene dal 2015 i Contributi determinati a livello nazionale abbiano ridotto le proiezioni peggiori, il Consiglio evidenzia con preoccupazione che le emissioni continuano ad aumentare. Anzi, il limite di 1,5°C rischia di essere superato nei prossimi decenni, rendendo indispensabile un percorso di picco e declino per minimizzare l’entità e la durata di tale superamento.
Obiettivi chiave e cornice della transizione energetica
La linea dell’Unione Europea punta a rendere la Cop31 un vero e proprio punto di svolta per colmare il divario tra ambizione e attuazione pratica, ponendo le basi per il secondo bilancio globale (Gst-2). Il testo ribadisce l’importanza vitale di abbandonare i combustibili fossili in modo equo e ordinato, accelerando l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili per garantire la sicurezza energetica globale e ridurre le dipendenze strategiche.
In questo scenario, la transizione ecologica e l’economia circolare vengono identificate come motori primari di crescita economica, occupazione, competitività e sicurezza alimentare, strettamente complementari alle politiche di resilienza e adattamento climatico.
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Rafforzamento del multilateralismo, trasparenza e centralità della scienza
Di fronte a un contesto geopolitico complesso segnato da crisi globali, l’Unione Europea riafferma il proprio impegno verso il multilateralismo e il ruolo centrale della Convenzione Onu. Il documento pone la scienza indipendente e l’integrità delle informazioni al centro delle decisioni politiche, contrastando la diffusione della disinformazione climatica e richiamando i dati forniti dall’Ipcc e dai sistemi di osservazione globale.
Particolare attenzione viene riservata ai diritti umani, alla protezione della società civile, delle popolazioni indigene, delle donne e delle giovani generazioni, affinché ogni misura adottata sia socialmente inclusiva e rispettosa delle specificità locali e regionali. Sul fronte della trasparenza, si guarda con favore alla presentazione dei secondi rapporti biennali entro la fine del 2026.
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Verso la Cop31: finanza climatica, mercati del carbonio e alleanze
Il capitolo finanziario ribadisce l’impegno dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri — insieme alla Banca Europea per gli Investimenti — nel ruolo di principali finanziatori pubblici internazionali per il clima. Il documento sottolinea la necessità di mobilitare risorse adeguate attraverso il nuovo obiettivo quantificato collettivo, coinvolgendo una platea più ampia di contributori e superando le barriere all’accesso per i Paesi più vulnerabili, come i piccoli Stati insulari in via di sviluppo e i Paesi meno sviluppati.
Accanto ai fondi pubblici, il testo valorizza il ruolo dei mercati del carbonio, della tassazione verde e della decarbonizzazione dei flussi finanziari. Infine, vengono accolte con favore nuove iniziative globali per l’elettrificazione pulita, la riduzione del metano e la cooperazione industriale, ritenute essenziali per accelerare la transizione ecologica su scala planetaria.
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