Un singolo valore numerico per misurare la fragilità del sottosuolo urbano: l’ISPRA lancia l’Urban Geo-climate Footprint, una mappa che evidenzia criticità e risorse di tutti i capoluoghi italiani.
Quanto è solido il terreno su cui poggiano le nostre case, le nostre strade e i nostri uffici? In occasione della Giornata Internazionale per la Riduzione del Rischio dei Disastri Naturali, l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) compie un passo decisivo verso la prevenzione dei rischi idrogeologici ed ecologici, presentando una vera e propria “Carta d’identità geologica” per le aree urbane.
Un punteggio da 0 a 500 per misurare la stabilità del territorio
Sviluppato da ISPRA in collaborazione con la rete dei servizi geologici europei EuroGeoSurveys, il nuovo indicatore scientifico prende il nome di Urban Geo-climate Footprint (UGF).
Il metodo funziona incrociando i dati relativi a tre grandi fattori:
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Eredità geologica: la composizione e la struttura del terreno;
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Pressioni climatiche: eventi estremi, piogge e variazioni termiche;
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Attività umane: impatto dell’urbanizzazione e consumo di suolo.
Il risultato è un punteggio sintetico compreso tra 0 e 500. Più il numero è elevato, maggiore è l’impatto dei fenomeni geologici e climatici sullo sviluppo e sulla sicurezza della città.
La mappa italiana: da Trento a Napoli, ecco come cambiano i punteggi
L’analisi condotta da ISPRA ha già passato in rassegna diverse metropoli europee e tutti i capoluoghi di regione e provincia autonoma italiani, evidenziando profonde differenze lungo la penisola:
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Le città più condizionate dal sottosuolo: In cima alla graduatoria per complessità geologica e climatica si trova Napoli (359 punti), seguita da Genova (304), Palermo (265), Bari (255) e Catanzaro (250).
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I contesti con minore pressione: Valori decisamente più contenuti si registrano a Trento (94 punti), Bolzano (144), Milano (155), Aosta (160) e Trieste (162).
Il “CITY GEO Factsheet”: luci e ombre di ogni comune
Accanto al valore UGF nasce il CITY GEO Factsheet (CGF), un documento consultabile proprio come una carta d’identità del territorio. Il rapporto non evidenzia soltanto i rischi (frane, alluvioni o fragilità strutturali), ma racchiude anche le opportunità offerte dall’ambiente locale, come la presenza di acque sotterranee e risorse naturali utili alla sostenibilità.
“Sapere cosa c’è sotto i nostri piedi aiuta a decidere cosa fare sopra” — ha dichiarato Maria Alessandra Gallone, Presidente di ISPRA-SNPA. — “Con l’Urban Geo-climate Footprint basta uno sguardo per capire su quale territorio poggia una città, quali sono le sue criticità e dove è possibile intervenire. Vogliamo trasformare i dati scientifici in soluzioni concrete per chi governa e programma il territorio. Sapere in anticipo significa pianificare meglio e in tempo.”
Risorse utili e strumenti per cittadini e amministratori
Il nuovo tool metodologico, la guida all’uso, i casi studio pratici e un documentario esplicativo sono già consultabili liberamente sul portale ufficiale dell’Istituto: www.isprambiente.it.
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