La crescita esponenziale dei data center legati all’intelligenza artificiale sta rendendo l’elettricità la nuova risorsa critica dell’economia digitale. A fronte di una domanda in rapida accelerazione, la capacità di nuova generazione fatica a tenere il passo.

In questo scenario, la geotermia rappresenta una fonte energetica chiave e Turboden, realtà industriale italiana che da oltre quarant’anni sviluppa tecnologie di superficie per trasformare calore in elettricità, è in prima fila nel tradurre il potenziale della geotermia in soluzioni industriali efficienti e operative.
La geotermia nel mondo
Nel mix energetico mondiale la geotermia resta una fonte di nicchia, con meno dell’1% della domanda globale, ma il 2025 ha segnato una svolta: la capacità geotermoelettrica installata ha raggiunto 17,17 GWe, trainata da Stati Uniti, Indonesia, Filippine, Turchia e Islanda. Gli Stati Uniti, con l’implementazione della Roadmap GeoVision del DOE lanciata nel 2019 che prevede 60 GWe al 2050, sono attualmente i protagonisti nello sviluppo dei sistemi cosiddetti “next-generation” Geothermal EGS – Enhanced Geothermal System e AGS – Advanced Geothermal System.
Nel 2026 il Giappone ha stanziato 110 miliardi di yen (circa 600 milioni di Euro al cambio attuale) per sviluppare e dimostrare tecnologie geotermiche di nuova generazione, con il fine ultimo di quasi triplicare la propria capacità geotermica entro il 2030. Secondo l’IEA, EGS e circuiti chiusi potrebbero raggiungere 800 GW entro il 2050: un momentum che ridisegna il ruolo della geotermia tra le rinnovabili.
In Europa la capacità geotermica complessiva ha toccato 48,73 GW a fine 2025 (EGEC annual report), tra pompe di calore, teleriscaldamento ed elettrico, generando dal 2020 oltre 500 TWh e risparmiando 43 Mtep di importazioni. L’Electrification Action Plan della Commissione, pubblicato nel luglio 2026, riconosce la geotermia come risorsa sottoutilizzata, capace di coprire almeno il 10% del fabbisogno elettrico europeo e il 25% della domanda di riscaldamento e raffrescamento.
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Tecnologie di superficie: il collegamento tra risorsa e generazione
Nel sistema geotermico, il sottosuolo rappresenta la risorsa, ma sono le tecnologie di superficie a trasformarla in energia utile. In particolare, il ciclo Rankine Organico (ORC) consente di convertire calore a bassa e media temperatura in elettricità, ampliando significativamente il potenziale sfruttabile rispetto ai cicli tradizionali.
Turboden è tra i pionieri di questa tecnologia, con 470 installazioni ORC realizzate in oltre 50 Paesi, per una capacità complessiva superiore a 1 GWe. Di queste, 24 impianti valorizzano già la risorsa geotermica, per una capacità complessiva di circa 458 MWe. A questi si aggiungeranno ulteriori 1.700 MWe che saranno installati nei prossimi tre anni negli Stati Uniti, nell’ambito del più grande accordo quadro mai siglato nel settore, sottoscritto con Fervo Energy.
Un patrimonio industriale che dimostra come le tecnologie di superficie siano oggi mature, affidabili e scalabili con l’Italia che gioca un ruolo da protagonista.
L’esperienza geotermica: affidabilità e continuità
Gli impianti geotermici ORC Turboden sono progettati per operare in continuo, garantendo produzione baseload 24/7, elevata affidabilità e cicli di vita superiori ai 25 anni. Il valore principale di questa tecnologia è la capacità di sfruttare risorse a temperatura medio-bassa,aumentando l’efficienza complessiva del sistema energetico e rendendo economicamente
sostenibili progetti altrimenti non realizzabili.
Dal convenzionale all’innovazione: EGS e AGS
La geotermia sta evolvendo lungo due direttrici principali:
• Enhanced Geothermal Systems (EGS): che rendono sfruttabili risorse geotermiche in assenza di serbatoi naturali
• Advanced Geothermal Systems (AGS): sistemi a circuito chiuso che utilizzano il sottosuolo come scambiatore termico senza interazione diretta con fluidi naturali.
In entrambe le configurazioni, le tecnologie di superficie ORC rappresentano il punto di conversione chiave tra calore e generazione elettrica.
Il caso Eavor: geotermia scalabile e a circuito chiuso
Un esempio significativo di questa evoluzione è il progetto sviluppato da Eavor in Baviera (Germania), dove Turboden è stata selezionata come fornitore della tecnologia ORC.
Il progetto, basato sulla tecnologia proprietaria Eavor-Loop™, prevede:
• 8,2 MWe di capacità complessiva
• sistema geotermico a circuito completamente chiuso
• utilizzo del sottosuolo come “radiatore naturale”
Ogni loop è in grado di alimentare circa 4.900 abitazioni, mentre l’intero impianto consente di evitare circa 44.000 tonnellate di CO₂ all’anno. La particolarità di questa soluzione è la programmabilità e replicabilità: il fluido circola in un circuito chiuso sotterraneo, senza dipendere da condizioni geologiche specifiche, rendendo la geotermia potenzialmente applicabile su scala globale.
Il contributo Turboden consiste nel sistema ORC, che converte il calore recuperato in energia elettrica, dimostrando come le tecnologie di superficie siano fondamentali anche nei modelli geotermici più innovativi. Il progetto è stato premiato dalla Commissione Europea con la concessione dell’Innovation Fund.
Il caso Fervo: la geotermia diventa industria
Sul fronte degli EGS, il progetto Cape Station in Utah negli Stati Uniti di Fervo Energy rappresenta uno dei più avanzati esempi di industrializzazione della geotermia. Turboden è protagonista nello sviluppo delle tecnologie di superficie:
• 120 MWe nella Fase I (avvio previsto nel 2026)
• 180 MW nella Fase II
• 300 MWe complessivi installati da Turboden
Il sito raggiungerà fino a 500 MW di capacità, dimostrando la scalabilità del modello. L’accordo quadro da 1,7 GW siglato nel 2026 rappresenta un ulteriore passo avanti: introdurre una supply chain strutturata e replicabile, elemento chiave per lo sviluppo su larga scala della geotermia.
Il caso Vulcan: energia e materie prime strategiche
Un ulteriore modello di integrazione è rappresentato dal progetto Lionheart di Vulcan Energy in Germania.
Turboden realizza una centrale ORC da 32 MWe, parte di un sistema integrato che consente:
• produzione di 275 GWh/anno di energia rinnovabile
• estrazione di 24.000 tonnellate/anno di litio
La tecnologia ORC svolge un duplice ruolo:
• generazione di elettricità
• ottimizzazione termica del processo di estrazione del litio
Il risultato è una filiera a ciclo chiuso e a zero emissioni, che unisce energia e materiali critici sostenibili per la transizione energetica europea.
Una leva concreta per la transizione
Dai sistemi geotermici avanzati agli impianti integrati con produzione di litio, emerge un elemento chiave: le tecnologie di superficie geotermiche sono già oggi un abilitatore concreto della transizione energetica.
In un sistema sotto pressione, la capacità di trasformare calore in elettricità – recuperando energia dispersa o valorizzando nuove risorse – rappresenta una delle leve più rapide, scalabili ed efficienti.
La sfida non è più tecnologica, ma industriale: portare queste soluzioni su scala. E, come dimostrano i progetti già in corso, la strada è già tracciata.
Il valore del Made in Italy
Questo slancio apre opportunità di particolare rilevanza per il comparto industriale italiano ed in particolare per i fornitori di impianti binari con turbine ORC, in un settore nel quale l’Italia vanta una posizione di leadership. Secondo uno studio di TEHA – Ambrosetti realizzato nel 2024, l’Italia è infatti seconda in UE per produzione tecnologica e prima per saldo commerciale. Rafforzare questa manifattura significa coniugare sicurezza energetica e competitività industriale.
L’esperienza Turboden dimostra come il Made in Italy rappresenti una competenza distintiva anche nelle tecnologie energetiche avanzate: integrazione tra ricerca, ingegneria e industrializzazione. Questa capacità consente di sviluppare soluzioni già operative, scalabili e applicabili in contesti complessi a livello globale.
Il complesso sviluppo di un progetto geotermico richiede competenze multidisciplinari e una filiera integrata di servizi: dalla geologia alla perforazione, dalla progettazione alla gestione operativa. Tutte queste professionalità sono disponibili attraverso Rete Geotermica, l’associazione italiana che riunisce aziende specializzate in ogni fase del processo fra cui Turboden.
Rete Geotermica, in quanto network catalizzatore di conoscenza, collaborazione, eccellenze tecnologiche e sinergie tra industria, ricerca e istituzioni, ha lo scopo di incoraggiare una rinascita della geotermia in Italia, guardando all’esperienza degli altri Paesi e, soprattutto, valorizzando l’esempio delle imprese italiane che già oggi portano le proprie competenze e tecnologie geotermiche sui mercati internazionali.
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