Il boom dei data center e l’era dei nuovi rischi: catastrofi, geopolitica e contenziosi legali

Il boom dell’intelligenza artificiale sta guidando uno dei cicli di investimento infrastrutturale più imponenti della storia. Ma la corsa alla digitalizzazione ha un rovescio della medaglia: una nuova e complessa serie di vulnerabilità che spaziano dagli eventi meteorologici estremi alle tensioni geopolitiche, fino alle crescenti proteste delle comunità locali.
A fotografare questa evoluzione è il nuovo report di Howden, broker assicurativo globale, intitolato “Insuring the data centre supercycle”. L’analisi accende i riflettori su un settore in forte espansione e sui rischi finanziari e legali che lo accompagnano.

La concentrazione del rischio climatico negli Stati Uniti

Mentre i data centre si moltiplicano, la loro esposizione a catastrofi naturali come tornado e grandinate violente è tutt’altro che distribuita uniformemente. Negli Stati Uniti, l’analisi dei dati storici mostra una netta applicazione del principio di Pareto:
  • 155 location statunitensi sono state colpite da almeno una forte grandinata o da un tornado nell’ultimo decennio.
  • Appena 20 di questi siti concentrano circa l’80% della superficie totale dei data centre esposta a tali eventi.
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Figura 1 Quota della superficie degli edifici dei data center negli Stati Uniti colpita da tornado e grandinate, per numero di location (Fonte: analisi Howden su dati NOAA e 451 Research di S&P Global)
Questi siti ad alto rischio generano un fatturato annuo stimato in 16 miliardi di dollari, un valore paragonabile all’intero mercato globale delle assicurazioni cyber (che ha 29 anni di storia) e nettamente superiore ai premi assicurativi globali specifici per i data centre.
“Essere in grado di valutare l’esposizione agli eventi meteorologici estremi significa poter prendere decisioni più consapevoli sulla scelta dei siti e sulla mitigazione del rischio,” sottolinea Stuart Adam, Head of Natural Resources di Howden US. Spesso queste aree vengono scelte per la vicinanza a fonti energetiche e la disponibilità di spazio, spingendo persino i developer a gestire in prima persona impianti di produzione energetica.

Geopolitica e conflitti: il confine labile tra digitale e fisico

Il panorama internazionale presenta nuove ombre legate all’instabilità globale. Le infrastrutture digitali critiche si trovano sempre più spesso a ridosso delle aree di crisi:
  • Nel solo 2025, la superficie dei data centre situati tra i 10 e i 15 km da zone di conflitto attivo ha raggiunto il 60% del totale registrato complessivamente nei cinque anni precedenti.
  • Nel 2026, il rischio si è concretizzato in Medio Oriente con i primi attacchi mirati in tempo di guerra, che hanno visto coliti fino a cinque data centre commerciali da parte di droni negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein.
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    Figura 2: Data centre situati entro 10–15 chilometri da zone di conflitto attivo2 (Fonte: analisi di Howden su dati UCDP e 451 Research di S&P Global)
Per il settore assicurativo, questa vicinanza apre scenari complessi legati alle coperture incrociate tra danni materiali (property), rischi cyber e polizze per eventi bellici, rendendo necessarie formule specialistiche per coprire le interruzioni di attività su vasta scala.

Il boom delle controversie legali e il “fattore rumore”

Parallelamente ai rischi fisici, cresce il contenzioso legale. Le principali cause e arbitrati che coinvolgono i data centre a livello globale sono più che triplicati, passando da 4 nell’intero 2021 a 14 nella sola prima metà del 2026.
Il 78% di questo incremento è legato a questioni di pianificazione urbanistica, zonizzazione, impatti ambientali e disturbo alla comunità.
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Figura 3 Principali cause legali e arbitrati contro i data centre a livello globale, per anno di avvio del procedimento (Fonte: analisi Howden di dati pubblici, tra cui pubblicazioni di settore, atti giudiziari e database di casi delle ONG
Tra le contestazioni, spicca quella relativa all’inquinamento acustico generato da sistemi di raffreddamento e impianti di alimentazione:
  • Nella prima metà del 2026, la metà dei 14 casi registrati riguardava proteste locali per il rumore, a fronte di appena due contestazioni simili registrate tra il 2018 e il 2025.
  • La maggior parte di queste controversie rimane irrisolta, testimoniando la crescente frizione tra lo sviluppo tecnologico massiccio e la vivibilità dei territori ospitanti.

Verso una nuova gestione del rischio

Commentando i risultati della ricerca, Edward Howland Jackson, Chief Commercial Officer di Global Specialty per Howden, ha evidenziato come l’opportunità per il mercato assicurativo non risieda solo nell’offrire maggiore capacità, ma nell’utilizzare dati avanzati e consulenza specialistica per aiutare gli operatori a individuare tempestivamente le esposizioni.
Con l’accelerazione del superciclo dell’intelligenza artificiale, la resilienza e la pianificazione strategica non saranno più un valore aggiunto, ma un requisito fondamentale per la sopravvivenza stessa delle infrastrutture digitali globali.

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Redazione
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