Tessile post-consumo: l’appello di Humana e Assoambiente per una filiera economicamente sostenibile

Il futuro del riciclo tessile e l’imminente introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) sono stati al centro della tappa milanese di “Impianti Aperti”, la campagna promossa da ASSOAMBIENTE con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e di ISPRA SNPA.

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HUMANA PEOPLE IMPIANTI APERTI

L’evento, ospitato il 25 settembre 2026 nell’impianto di selezione di Humana People to People Italia a Pregnana Milanese (MI), ha riunito oltre 60 stakeholder chiave – tra comuni, brand di moda, utility e consorzi – per fare il punto sulle reali sfide e sulle prospettive industriali della filiera post-consumo.

L’allarme EPR e la tenuta economica

Al centro del dibattito vi è stata l’analisi dell’impatto economico e normativo che l’arrivo dello schema EPR comporterà per il settore. Il monito lanciato dagli operatori è chiaro: senza una solida sostenibilità economica della filiera, lo strumento dell’EPR rischierà di dover sostenere costi ingenti.

Durante il primo panel, l’intera catena del valore – dai marchi di moda come OVS ai gestori ambientali e ai consorzi di filiera – ha evidenziato la necessità di costruire alleanze industriali solide. L’obiettivo è accompagnare la transizione circolare in modo graduale, valorizzando le competenze esistenti nella gestione di tessili e calzature per potenziare le infrastrutture in Italia e in Europa, migliorando la preparazione per il riuso e il riciclo effettivo.

Oltre i pregiudizi: la realtà dell’export globale

Il secondo focus della giornata ha affrontato la dimensione internazionale del tessile usato, sfatando i pregiudizi legati all’esportazione verso i mercati extra-europei. Attraverso i report di viaggio sul campo in Malawi – condotti da Humana insieme a Erion Textiles e Reconomy – è emerso come una selezione rigorosa a monte (svolta negli impianti europei) e competenze mirate in loco permettano di ridurre al minimo lo scarto: nel centro di smistamento di DAPP in Malawi, meno dell’1% del materiale risulta non recuperabile.

Questo modello non solo alimenta economie circolari locali e supporta la creazione di posti di lavoro (la rete Humana sostiene globalmente oltre 125.000 occupati), ma finanzia direttamente progetti socio-ambientali sul territorio.

L’Eccellenza dell’Impianto di Pregnana Milanese

I lavori si sono conclusi con la visita guidata al centro di selezione di Humana a Pregnana Milanese, il più grande del Nord Italia per il tessile post-consumo. Attivo dal 2012 e profondamente ammodernato nel 2023, l’impianto vanta una capacità di trattamento fino a 12.000 tonnellate annue e unisce automazione digitale e specializzazione umana per suddividere i capi in 25 macro-categorie e circa 65 sotto-categorie.

I dati confermano l’efficienza del polo: nel 2025, il 64,5% del materiale selezionato è stato destinato al riutilizzo e il 25,6% al riciclo, confermandosi un nodo nevralgico per l’intera bioeconomia circolare del Paese.

Quali strategie ritieni più urgenti per garantire che l’introduzione dell’EPR supporti concretamente la sostenibilità economica delle aziende del settore tessile?


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