Gli italiani ripongono la loro fiducia nel vetro. Il packaging si conferma fattore centrale nelle abitudini e nelle decisioni di acquisto dei consumatori. A decretarlo è la ricerca Vetro: la scelta è chiara – Percezioni, sfide e opportunità del packaging che gli italiani vogliono, condotta da Ipsos Doxa per Assovetro, dalla quale emerge con chiarezza la centralità del contenitore nelle scelte alimentari. Se il prezzo e la qualità percepita del prodotto continuano a guidare le scelte d’acquisto rispettivamente per il 92% e il 91% degli intervistati, la provenienza dell’alimento incide per l’86%. Subito dopo, il materiale della confezione condiziona il 76% dei consumatori, seguito a strettissimo giro dalla sostenibilità ambientale della confezione stessa, ritenuta fondamentale dal 73% dei cittadini.
Sicurezza alimentare e proprietà organolettiche
La fiducia riposta nel vetro si fonda su caratteristiche ben precise che lo distinguono dagli altri materiali presenti sul mercato. L’indagine evidenzia come la percezione delle molteplici qualità del vetro sia plebiscitaria: il 95% del campione concorda sul fatto che questo materiale mantenga il prodotto fresco più a lungo, con il 71% che ne esprime un forte accordo. La garanzia di non rilasciare sostanze chimiche nel contenuto raccoglie il 94% dei consensi totali, con un 71% di forte adesione. Analogamente, il 94% ritiene il vetro il materiale più elegante, mentre il 93% concorda nell’affermare che si tratti del materiale più sicuro per la salute, capace di trasmettere una qualità superiore e di evocare tradizione e autenticità.
Questa percezione solida poggia su motivazioni pratiche: per il 92% degli intervistati il vetro valorizza l’esperienza di consumo, mentre il 91% ne apprezza la sostenibilità e la capacità di essere riciclato infinite volte senza alcuna perdita qualitativa. Inoltre, il 90% riconosce al vetro la capacità di conservare meglio le proprietà organolettiche degli alimenti.
Vetro, il netto confronto diretto con la plastica e l’alluminio
Nel confronto diretto tra i diversi materiali per la conservazione dei prodotti alimentari, il vetro stacca nettamente i concorrenti diretti grazie al principio dell’inerzia chimica. La valutazione della capacità di conservare la qualità del prodotto vede il vetro al 93% contro il 64% della plastica, generando un divario di 29 punti percentuali. Per la preservazione del sapore originale, il vetro raggiunge il 93% contro il 62% della plastica, segnando un divario positivo di 31 punti.
La differenza aumenta ulteriormente sul mantenimento della freschezza nel tempo, dove il vetro ottiene il 92% contro il 60% della plastica, stabilendo una distanza di 32 punti. Se si sposta l’analisi sulla percezione generale della sicurezza per la salute, il primato del vetro risulta incontestabile: ottiene il 90% delle preferenze, superando ampiamente il cartone e Tetrapak al 74%, l’alluminio e le lattine al 64% e la plastica, che si arresta al 49%, creando uno scarto di ben 41 punti percentuali tra vetro e plastica.
La distanza tra il contenitore ideale e l’acquisto reale
Nonostante un gradimento così diffuso e trasversale, i dati del rapporto portano alla luce una contraddizione sostanziale tra ciò che il consumatore desidera e ciò che trova sul mercato. Nell’acquisto dell’acqua minerale, ad esempio, il 43% degli italiani reputa il vetro il packaging ideale, ma solo l’8% riesce ad acquistarlo effettivamente in tale formato, generando un divario del 35% tra opzione ideale e reale. Per quanto riguarda i succhi di frutta, il vetro rappresenta la confezione ideale per il 36% del campione, a fronte di un acquisto reale fermo al 13%, con un gap del 23%.
Nel settore degli yogurt e del latte, le preferenze ideali per il vetro si attestano rispettivamente al 23% e al 22%, ma la quota di acquisto reale precipita al 3% per lo yogurt e al 2% per il latte, in entrambi i casi con una differenza del 20%. Il medesimo fenomeno si ripropone nel comparto cosmetico: per le creme corpo il vetro è la scelta ideale per il 29% delle persone a fronte di un acquisto reale del 17%, mentre per le creme viso la preferenza ideale del 41% si scontra con una quota reale del 25%.
Gli ostacoli all’acquisto e l’apertura verso il vuoto a rendere
Questa richiesta insoddisfatta trova origine in barriere concrete: la ricerca rileva che negli ultimi 12 mesi quasi 1 italiano su 2, precisamente il 49% della popolazione, ha dovuto rinunciare almeno una volta all’acquisto di un prodotto in vetro. Tra le motivazioni principali di questa rinuncia svetta il prezzo più alto, indicato dal 30% dei consumatori, seguito dalla mancanza di disponibilità del prodotto in vetro sugli scaffali per il 17% e dalla fragilità o timore di rottura per il 16%. Nonostante tali criticità, gli italiani dimostrano una grande apertura verso soluzioni sostenibili: il 74% degli intervistati dichiara di conoscere il sistema del vuoto a rendere e il 26% lo ha già utilizzato.
Soprattutto, la grandissima maggioranza dei cittadini, pari all’88% del totale, si dice favorevole all’introduzione di un sistema di vuoto a rendere ampiamente diffuso su tutto il territorio nazionale. Gli italiani riconoscono al vetro un primato indiscutibile su sicurezza, conservazione e rispetto dell’ambiente, e attendono ora risposte adeguate dal mercato e dalle filiere produttive per trasformare la loro preferenza in acquisti quotidiani.
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