Valdinievole: confermata l’attivazione del “Tubone” nel 2026

Avanzano i cantieri per i collettori fognari della zona Nord-Ovest: un'opera strategica da 240 milioni di euro per la Toscana.

Si avvicina a grandi passi alla sua configurazione definitiva il nuovo sistema strutturale di collettamento e depurazione delle acque reflue tra la Valdinievole e il Valdarno. Il monumentale progetto del “Tubone” — insieme ai macrolotti fognari ad esso interconnessi — si conferma un’infrastruttura di rilievo regionale destinata a rivoluzionare la gestione ecologica del territorio.

Nonostante un quadro internazionale complesso, caratterizzato dai rincari energetici e da rallentamenti fisiologici nell’approvvigionamento dei materiali che hanno parzialmente inciso sulla tabella di marcia di alcuni segmenti, il cronoprogramma generale tracciato da Acque nell’ambito dell’Accordo del Cuoio non subisce battute d’arresto. L’avvio graduale dell’infrastruttura principale resta confermato per il 2026.

Il punto sui cantieri: l’avanzamento dei Macrolotti

Per garantire l’efficacia del maxi-collettore, procedono parallelamente i lavori sulla rete della Valdinievole Ovest, divisi in lotti funzionali volti a convogliare i flussi verso il fulcro del sistema:

  • Macrolotto 1 (Pescia – Pieve a Nievole): è stato completato con successo il primo stralcio relativo al collegamento tra Traversagna e Montecatini Terme. Per quanto riguarda il secondo stralcio (tratto Uzzano-Traversagna), le attività registrano lievi dilatazioni temporali dovute ai complessi iter autorizzativi richiesti per le lavorazioni a ridosso della rete autostradale, che vedono il coinvolgimento diretto del Ministero competente; il traguardo per questo settore è stimato entro la prima metà del 2027. Già in fase avanzata, invece, il terzo stralcio (Pescia-Uzzano): le condotte principali sono posate e concluse, mentre rimangono in corso le opere accessorie al depuratore di Pescia e il ripristino ambientale delle aree di cantiere.

  • Macrolotto 2 (Chiesina Uzzanese – Fattoria – Pieve a Nievole): l’opera si trova ormai alle battute finali. Le infrastrutture necessarie all’attivazione idraulica di entrambi gli stralci (Fattoria-Pieve e Chiesina-Fattoria) sono sostanzialmente completate. Restano da ultimare soltanto le ultime finiture tecnologiche all’interno degli impianti di Chiesina e Fattoria prima della loro definitiva messa in esercizio.

L’accordo strategico e la prima fase di attivazione

In questi giorni sono in corso serrati tavoli tecnici e operativi tra Acque e Aquarno — la società che gestisce l’impianto di depurazione industriale della Zona del Cuoio — per pianificare i dettagli della prima fase di attivazione del Tubone nel 2026. Non appena conclusi gli adeguamenti strutturali all’impianto ricevente, sarà possibile avviare il convogliamento controllato dei primi reflui civili provenienti dal fulcro di Pieve a Nievole verso Santa Croce sull’Arno.

L’Infrastruttura in cifre

  • Lunghezza complessiva: 24 km in ghisa sferoidale con un diametro di 900 mm.

  • Investimento finanziario: 40 milioni di euro per il solo collettore principale; oltre 200 milioni di euro complessivi stanziati per l’intero Accordo del Cuoio.

  • Capacità a regime: fino a 6,2 milioni di metri cubi all’anno, destinati a superare i 9 milioni di metri cubi con il completamento di tutte le diramazioni della Valdinievole.

Sostenibilità e impatto ambientale

L’operazione consentirà di superare la storica frammentazione del sistema depurativo locale. Già nel corso del 2026, l’attivazione della nuova rete permetterà la dismissione progressiva dei vecchi e meno efficienti depuratori di Anchione, Fattoria, Chiesina Uzzanese, La Lama, Traversagna e Uggia. Successivamente, con il completamento degli interventi industriali correlati, verranno dismessi anche gli impianti di Pittini, Bellavista, Forone Torricchio e Pescia.

Questo imponente ammodernamento, sostenuto dalla sinergia tra Acque, Regione Toscana, Autorità Idrica Toscana, Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno e le amministrazioni comunali coinvolte, consentirà non solo di innalzare gli standard del servizio idrico integrato, ma garantirà una drastica riduzione dell’impatto ecologico sui corpi idrici superficiali, offrendo una tutela strutturale e definitiva al delicato ecosistema del Padule di Fucecchio.


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