La Stazione Zoologica Anton Dohrn fotografa i fondali di Napoli

Si tratta di Imaging FlowCytobot una sentinella robotica che rivoluziona lo studio del plancton

Le acque del Golfo di Napoli non sono mai state così “osservate”. Nelle stesse ore in cui l’ISPRA ha completato con successo il collaudo della sua “Sirena” tecnologica (l’AUV Hugin destinato a mappare i vulcani sottomarini tra Ischia e la costa), un’altra eccellenza scientifica lancia una sfida tecnologica senza precedenti.

La Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN) ha infatti avviato il primo monitoraggio robotizzato del plancton nel Mediterraneo attraverso l’Imaging FlowCytobot (IFCB). Se la “Sirena” di ISPRA guarda alla struttura geologica profonda, il robot della SZN si concentra sulla vita microscopica, il “polmone blu” che garantisce la nostra sopravvivenza.

Due Robot per un unico obiettivo: la sicurezza del mare

Il Golfo di Napoli si conferma un laboratorio a cielo aperto per la transizione ecologica e la prevenzione dei rischi. Da un lato abbiamo il colosso di ISPRA capace di scendere a 3.000 metri per prevenire rischi naturali; dall’altro la nuova sentinella della SZN, installata sulla boa tecnologica Meda B, che scansiona la vita invisibile.

L’IFCB è un vero e proprio microscopio sottomarino alimentato da pannelli solari. Grazie all’integrazione con l’Intelligenza Artificiale, è capace di:

  • Scattare 30.000 immagini ad alta risoluzione ogni ora.

  • Identificare automaticamente specie, forme e dimensioni degli organismi planctonici.

  • Monitorare in tempo reale le fioriture algali, incluse quelle potenzialmente tossiche.

La “Sentinella” del Plancton

“L’Imaging FlowCytobot è un punto di svolta,” spiega la Dott.ssa Leonilde Roselli, ricercatrice della SZN. “Ci permette di osservare le risposte del plancton alle variazioni ambientali su scale temporali di pochissime ore. È una risoluzione mai vista prima nel Mediterraneo, fondamentale per capire come gli ecosistemi reagiscono agli impatti dell’uomo e ai cambiamenti climatici.”

A differenza dei campionamenti manuali tradizionali, questo robot non dorme mai: analizza l’acqua ininterrottamente, fornendo dati che fluiscono nei database dei ricercatori insieme a quelli su temperatura, salinità e correnti.

Una sinergia di eccellenze

Il successo di queste operazioni sottolinea il ruolo guida dell’Italia nella ricerca marina europea. Se l’attività di ISPRA rientra nel macro-progetto PNRR MER, l’installazione della SZN è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto coinvolti esperti internazionali di tassonomia, machine learning e ingegneria subacquea (tra cui Emilie Houliez, Diana Sarno, Augusto Passarelli e Simonepietro Canese).

Perché Napoli?

Non è un caso che queste tecnologie vengano collaudate qui. Il Golfo di Napoli è uno degli ecosistemi più complessi del pianeta: una sintesi perfetta di biodiversità preziosa, vulnerabilità vulcanica e forte pressione antropica.

Oggi, tra i droni che “ascoltano” i vulcani sommersi e i robot che “fotografano” il respiro del mare, Napoli si candida ufficialmente a diventare la capitale europea del monitoraggio marino d’avanguardia. La tecnologia, finalmente, parla il linguaggio del mare.


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Redazione
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.