La Sicilia si conferma terra d’elezione per la transizione energetica europea. Elgin, tra i principali produttori indipendenti di energia (IPP) in Europa, ha annunciato l’avvio di un nuovo progetto integrato nell’isola dal valore di 35 milioni di euro.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Geostudio Group, prevede un impianto che combina la produzione di energia solare con le più moderne tecnologie di accumulo, segnando un passo decisivo verso la stabilità della rete elettrica regionale.
I numeri del progetto: energia e stoccaggio
L’intervento si distingue per una configurazione tecnica avanzata che punta sulla flessibilità:
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47 MW di capacità fotovoltaica in modalità agrivoltaica.
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25 MW di sistema di accumulo BESS (Battery Energy Storage System).
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72 MW di capacità totale complessiva.
L’integrazione del sistema BESS è l’elemento chiave: permetterà infatti di immagazzinare l’energia prodotta durante le ore di picco solare per immetterla in rete nei momenti di maggiore necessità, risolvendo uno dei limiti storici delle fonti rinnovabili: la non programmabilità.
Agrivoltaico: quando il pannello aiuta il campo
La vera innovazione risiede nella convivenza tra tecnologia e tradizione agricola. Grazie a moduli rialzati e sistemi di monitoraggio digitale, l’impianto di Elgin e Geostudio Group permetterà di continuare le attività di coltivazione sottostanti.
Questo approccio “simbiotico” minimizza il consumo di suolo e ottimizza la resa agricola dell’area, valorizzando il territorio invece di sottrargli spazio. Una strategia che risponde alle critiche sull’occupazione dei terreni fertili da parte del fotovoltaico tradizionale.
La strategia di Elgin: obiettivo 3 GW in Italia
Dall’ingresso nel 2024 sotto il controllo di Copenhagen Infrastructure Partners (CIP), Elgin ha impresso una forte accelerazione sul mercato italiano. Questo nuovo annuncio segue quello di dicembre relativo a un altro impianto siciliano da 30 MW (più 30 MW di storage).
“La Sicilia ha un enorme potenziale per le energie rinnovabili e la nostra partnership con Geostudio Group ci consente di valorizzarlo nel rispetto del territorio,” ha dichiarato Jack Buggy, Chief Development Officer di Elgin. “Ci avviciniamo al nostro obiettivo di sviluppare 3 GW di progetti in Italia entro il 2030 dimostrando che energia pulita e agricoltura possono coesistere con successo.”
Impatto economico sul territorio
Oltre alla produzione di energia pulita, l’investimento di 35 milioni di euro promette ricadute dirette sull’economia locale:
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Coinvolgimento delle filiere locali: imprese di costruzione e servizi del territorio saranno protagoniste della fase di realizzazione.
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Occupazione: creazione di nuovi posti di lavoro diretti e nell’indotto per la gestione e manutenzione degli impianti.
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Transizione nazionale: un contributo concreto al raggiungimento dei target di decarbonizzazione fissati dal PNIEC.
Con questa operazione, Elgin e Geostudio Group costruiscono oltre a una centrale elettrica, un modello di sviluppo dove l’innovazione ingegneristica si mette al servizio della vocazione agricola siciliana.r
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