La Basilica di San Pietro in Vaticano ha un gemello digitale

A sostenere lo studio e la realizzazione dell'Opera Eni con la Fabbrica di San Pietro nel progetto "Oltre il visibile"

Non solo perforazioni e nuovi pozzi. Eni ha messo le sue competenze in termini di sottosuolo e modellazione intelligente al seguito della Fabbrica di San Pietro.

Con la celebrazione Quarto Centenario della Dedicazione della Basilica di San Pietro in Vaticano (1626-2026), sono previste diverse attività spirituali e storico culturali. Una modifica che vede anche agire sul piano tecnologico in diverse forme: con una app che permette di tradurre in 60 lingue le principali celebrazioni grazie a un software di traduzione simultanea. Saranno aperti anche nuovi spazi con approfondimenti tematici anche multimediali. Previsto poi un sistema di gestione dei flussi digitale con prenotazioni on line e sensori in grado di misurare il flusso delle presenze per regolare meglio i flussi delle presenze.

In questo contesto si manifesta il progetto “Oltre il visibile”, iniziativa congiunta di Fabbrica di San Pietro ed Eni per lo studio e il monitoraggio integrato della Basilica di San Pietro in Vaticano.

Logo festeggiamento 4 centenario basilica di San Pietro
Da sin: Alberto Capitanucci, Senior Advisor Progetti Speciali della Fabbrica di San Pietro, Claudio Granata, Direttore Stakeholder Relations & Services di Eni; S.E. Cardinale Mauro Gambetti, O.F.M. Conv., Arciprete della Basilica Papale di San Pietro, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro,Annalisa Muccioli, Responsabile Ricerca e Sviluppo e funzioni tecniche di Eni, Jacopo Veneziani, storico dell’arte. Sullo sfondo il logo per il centenario. Foto di Agnese Cecchini

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“Grazie a un processo integrato di informazioni sarà possibile monitorare tutti i movimenti dell’opera, in grado di supportare i tecnici dell’intervento” chiarisce Claudio Granata, direttore stakeholder relations & services di Eni. Questo è reso possibile da un gemello digitale che monitora in tempo reale ciò che accade all’interno dell’intera area. Si tratta del primo assoluto in grado di poter fare questo tipo di monitoraggio, evidenzia Granata. “Investire in tecnologia ha un grandissimo ritorno e noi lo abbiamo sperimentato in questa occasione” conclude.

Abbiamo imparato a studiare le profondità della terra e modellizzare le complessità del sottosuolo” sottolinea Annalisa Muccioli, responsabile ricerca e sviluppo e funzioni tecniche di Eni. Una competenza che ha permesso di realizzare un simile lavoro e studio anche se “ci siamo calati nella spiritualità del sito che è differente dall’ambito industriale a cui siamo abituati” agendo in modo “non invasivo“. Con tecnologie avanzate “abbiamo potuto esplorare il sottosuolo e le fondamenta” senza alterare nulla.

Si tratta di un modello digitale integrale e dinamico “che unisce geometrie strutturali complesse, caratteristica del sottosuolo e dati raccolti in tempo reale da un sofisticato sistema strutturale” sottolinea Muccioli.

Presenti anche Alberto Capitanucci, senior advisor Progetti Speciali della Fabbrica di San Pietro e Jacopo Veneziani, storico dell’arte.


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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.