L’agrivoltaico in Italia non si limita a essere una semplice soluzione energetica. Se ben integrato nelle pratiche agricole e nel paesaggio, rappresenta infatti una visione di agricoltura per il futuro, rendendo le aziende agricole autrici di quota parte della transizione energetica. Sul modello esemplare di quanto già trenta anni fa avvenne nell’isola di Samsø in Danimarca, l´agrivoltaico può essere una di tante soluzioni per conciliare la resilienza agli effetti del cambiamento climatico e il sostegno nella gestione dei sistemi agro-ambientali del paesaggio. Integrando le sfide agricole, ambientali ed economiche, l’agrivoltaico offre una prospettiva promettente per un futuro in cui agricoltura ed energie
rinnovabili si rafforzano reciprocamente, contribuendo alla sicurezza alimentare sostenibile, a una gestione responsabile e condivisa delle risorse, e ad una gestione attiva dei paesaggi rurali.
Secondo uno studio del Centro di Ricerca JRC della Commissione Europea, fino a 944 GW di
capacità installata in corrente continua potrebbero essere implementati se l’1% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) nell’Unione Europea – pari a 157.621 ettari – fosse destinato all’agrivoltaico.
Questo significherebbe quintuplicare la capacità fotovoltaica installata totale dell’UE rispetto al 2022. Tuttavia, affinché l’agrivoltaico possa realmente sostenere l’agricoltura di fronte ai
cambiamenti climatici, permangono sfide di natura normativa, sociale, economica. A tre anni dall’uscita delle Linee Guida Ministeriali e ad un anno e mezzo dell’uscita dei Decreti Agrivoltaico ed Agricoltura, la legislazione ha cominciato a trattare sempre più diffusamente il tema dell’agrivoltaico a livello regionale, ma per lo più adottando un approccio conservativo, ovvero quella di produrre il minore impatto sull’agricoltura.
Il settore agricolo europeo (ed italiano) si trova attualmente ad affrontare un insieme complesso di sfide, che vanno dall’aumento dei costi e le incertezze sui redditi e sull’accesso alla terra, agli impatti del cambiamento climatico, alla scarsità d’acqua e ad altre problematiche ambientali. Questi fattori combinati evidenziano la necessità di sviluppare soluzioni innovative per migliorare la resilienza e la sostenibilità del settore agricolo in Europa. È fondamentale che le comunità locali, inclusi i tecnici delle amministrazioni pubbliche, siano parte attiva nella pianificazione regionale e nello sviluppo di progetti agrivoltaici, così da comprendere a fondo i benefici sociali, economici ed ambientali associati a questo modello virtuoso di cooperazione.
L´agrivoltaico oggi è in grado di fornire risposte concrete a queste sfide, a condizione che il Sistema Paese sia concorde sulla strada da percorrere. La Prima Conferenza Italiana Agrivoltaico intende, quindi, riflettere sulle buone pratiche di coinvolgimento delle comunità locali e di progettazione per lo sviluppo di progetti rinnovabili a beneficio delle imprese agricole e dei cittadini.
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