La sostenibilità è si conferma un valore fondamentale per i cittadini europei e ancora di più per gli italiani. Il target che più considera la sostenibilità un tema prioritario ha tra i 18 e i 44 anni. Le fasce più anziane la considerano “non essenziale”. Solo una piccola minoranza, inferiore al 10%, pensa che governi e Unione Europea debbano concentrarsi su questioni differenti. Resta però un fattore competitivo: sette europei su dieci la considerano un driver strategico per le imprese, percentuale che in Italia sale al 75%.
A dirlo il nuovo studio “The Perception of Sustainable Development by Europeans”, realizzato dai Network europei di UN Global Compact e presentato il 24 settembre come evento collaterale a New York in concomitanza Leaders Summit 2025 rispetto una indagine condotta su 13.000 persone in 16 Paesi del continente, .
In cosa gli italiani sono più esigenti della media europea
- In Italia il 55% dei cittadini considera la sostenibilità un elemento importante al momento dell’acquisto.
- Il 36% degli intervistati crede che gli SDGs possano essere raggiunti entro il 2030.
- Approccio critico al ruolo delle imprese. Solo per il 36% le aziende hanno un impatto sulla sostenibilità, agendo soprattutto sul piano lavorativo.
- L’80% della media europea e l’85% degli italiani considera lo sviluppo sostenibile una priorità da collocare al centro dell’agenda politica.
“I dati raccolti confermano che i cittadini italiani mostrano una sensibilità alla sostenibilità superiore alla media europea,” ha dichiarato Daniela Bernacchi, Executive Director di UN Global Compact Network Italia. “È un segnale che deve trasformarsi in un’opportunità per il nostro Paese di assumere un ruolo guida nella transizione verso modelli più equi, inclusivi e rispettosi dell’ambiente. A cinque anni dal 2030 è necessario tenere alta l’attenzione: secondo il Progress Report 2025 delle Nazioni Unite, il 18% degli obiettivi di sviluppo sostenibile è “on-track”, il 48 % progredisce moderatamente o marginalmente, il 35% è in stagnazione o regressione. Lo studio registra come dei 169 target dell’Agenda 2030, solo 139 siano stati misurati correttamente dal 2015 a oggi. Tra questi, il 35% registra progressi adeguati, ma il 48% procede in modo insufficiente. Per colmare il gap degli Sdgs servirebbero ulteriori investimenti per circa 4 trillioni di dollari l’anno. È indispensabile un impegno concreto, misurabile e condiviso da istituzioni, imprese e società civile. Ci auguriamo che questo report possa costituire uno strumento di riferimento per orientare scelte e investimenti, utile a policy maker, aziende e cittadini. L’Unione Europea resta un riferimento imprescindibile, ma il successo dipenderà soprattutto dal coinvolgimento del settore privato, che deve interpretare la sostenibilità come leva di competitività, innovazione e trasparenza” ha concluso Bernacchi.
Nota metodologica sul processo di ricerca:
La metodologia della ricerca si basa su un campione rappresentativo di 13.000 cittadini europei provenienti da 16 paesi, che includono 15 stati membri dell’Unione Europea con una rete nazionale del Global Compact (Austria, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia) e il Regno Unito.
- Dal 24 aprile al 6 giugno 2025: concezione del sondaggio comune e traduzione in tutte le lingue.
- Dal 14 al 16 giugno 2025: lancio preliminare su un campione ridotto.
- Dal 19 al 23 giugno 2025: raccolta dati sul campione completo.
- Dal 23 giugno al 24 settembre 2025: analisi e redazione del rapporto.
Il campione è stato suddiviso in 1.000 o 500 rispondenti per paese, a seconda della dimensione della popolazione. La ricerca garantisce un intervallo di confidenza del 95%.
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