Concentrare gli atomi d’oro sparsi nei terreni inquinati in agglomerati fatti di questo stesso materiale, ma allo stato puro. È quello che riescono a fare i batteri Ralstonia metallidurans che utilizzano in particolare i metalli pesanti contenuti nell’ambiente in cui vivono. La capacità di questi microrganismi era nota già dal 2009, ma ora un gruppo di ricercatori austro-tedeschi ha approfondito in uno studio le reazioni chimiche alla base del processo.

Come funziona la reazione

Questi batteri – si legge su Science et Vie – assorbono gli atomi di rame e oro, in particolar modo quelli presenti nei circuiti elettrici. Questi atomi sono ioni amalgamati tra loro sotto forma di complessi metallici molto tossici, anche se con dimensioni infinitesimali.

Quando il batterio ha una concentrazione troppo elevata di questi ioni li fa accumulare nelle sue zone periferiche allo stato puro sotto forma di aggregati delle dimensioni di circa 4 micrometri.

Ma entriamo più in dettaglio e vediamo come avviene questo processo. In seguito all’interazione degli ioni con la membrana cellulare dei batteri avviene una reazione chimica che rende gli ioni meno tossici. in particolare gli ioni di rame e oro perdono o acquistano elettroni cambiando carica facendo in modo che i batteri possano assorbirli. Tuttavia, se la quantità di questi metalli è troppo elevata all’interno della cellula del batterio, allora viene prodotto l’enzima Copa che rende impossibile l’assorbimento di oro e rame dando così origine ad agglomerati di atomi di oro neutri.

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