Efficienza: la cogenerazione incontra la tradizione

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cartaSono tre i nuovi ordini che Intergen ha ricevuto dal comune di Villa Basilica per mantenere viva l’attività cartaria, distintiva sin dal 1344 per l’amministrazione lucchese. Con tre impianti di cogenerazione, anche l’azienda si impegna a conservare l’orgoglio e la storia della città.

“I tre progetti sono indipendenti e riguardano altrettante cartiere collocate nel comune del lucchese, uno dei comprensori italiani nella produzione della carta” – spiega Luca Beccarelli, marketing e sales director di Intergen – “L’impianto da 1560 kWe e i ‘gemelli’ da 2000 kWe sosterranno la sopravvivenza delle aziende nonché la loro competitività, compito sempre più arduo a causa degli ingenti costi produttivi della carta”.

Simili dal punto di vista concettuale, le tre cartiere adottano un impianto cogenerativo che consente di produrre elettricità dal motore endotermico alimentato a gas naturale e di recuperare il calore: “Dei 2 MW prodotti, viene recuperato circa 1 MWt sotto forma di vapore per procedere con l’asciugatura della carta e circa 1 MWt nella forma di acqua calda utilizzata nel processo per preriscaldi nei vari utilizzi della cartiera”.

Certo, mantenere viva la storia e l’orgoglio della città ha un costo e richiede grande impegno: “l’obiettivo unico di chi sostiene un investimento che oscilla tra il milione e mezzo e i due milioni di euro è quello di diventare autoproduttori di elettricità e calore. Solitamente si preleva energia elettrica dalla rete e si produce calore con sistemi tradizionali alimentati a gas metano; con la cogenerazione, invece, l’approvvigionamento dalla rete avviene solo durante i picchi di consumo. Ovviamente aumenta la spesa per il metano (perché adoperato per produrre elettricità), ma si può raggiungere una diminuzione del 30% della bolletta energetica della cartiera”.

L’investimento, però, garantisce brevi tempi di ritorno: “Per le macchine da 2 MW si registrano saving fra i 600 mila e gli 800 mila euro e i tempi di pay-back vanno da 1,5 a 2 anni circa. Inoltre, grazie anche alla corretta gestione e manutenzione degli impianti, i risparmi aumentano: dal piano di fattibilità studiato in fase progettuale per una delle due cartiere si raggiunge un vantaggio economico vicino a 4 milioni e mezzo di euro nei primi 10 anni di esercizio. Dal punto di vista dell’investimento il mercato offre diverse soluzioni: oggi la nuova Sabatini è uno degli strumenti che può aiutare l’impresa; diversamente, l’imprenditore può comprare i vettori termici ed elettrici da aziende che erogano servizio energia o noleggiare l’impianto”.

Un progetto che coniuga tradizione e modifiche normative, rimanendo sempre al passo coi tempi: “Semplificando, con la delibera 578 del 12.12.2013 si stabilisce che solo chi riesce ad autoprodurre almeno il 50% dell’energia elettrica in assetto cogenerativo può evitare di pagare gli oneri di sistema. Questo è un vincolo molto importante, cui abbiamo prestato grande attenzione in fase progettuale: una delle due cartiere ha un assetto cogenerativo vicino al 100% e l’altra del 94%”.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.