Valvole termostatiche, servono davvero per risparmiare?

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Installare delle valvole termostatiche sui caloriferi sarà presto obbligatorio, ma ciò porterà un effettivo risparmio o si tratta solo una spesa aggiuntiva?

Risparmiare sulla fornitura di energia è una necessità per molti Italiani, i quali sono già duramente provati dalla crisi che sta interessando il nostro paese da qualche anno ormai. Fortunatamente, a questo proposito, i consumatori hanno a disposizione un valido strumento: il confronto delle tariffe. Scegliendo un buon contratto per la fornitura di energia, infatti, la spesa potrà essere ridotta notevolmente, tutelando così il nostro portafoglio. Per acquisire più rapidamente una panoramica di ciò che il mercato offre, è possibile servirsi di un comparatore online, ovvero di un sito che si occupa di mettere i prodotti Gdf Suez a confronto con quelli Enel Energia, Edison, ecc., selezionando per i propri utenti quelli più convenienti. In questo modo, trovare la tariffa più conveniente e che risponda meglio alle nostre esigenze richiederà soltanto pochi minuti.

Sempre per favorire il risparmio degli utenti, negli appartamenti dei condomini italiani sarà presto obbligatorio installare sui caloriferi delle valvole termostatiche. Questo intervento, che viene effettuato allo scopo di raggiungere gli obbiettivi europei di risparmio energetico stabiliti dalla direttiva 2012/27/UE, lascia però molti dubbi circa la sua effettiva utilità. Fabrizio Ferrari di Econdominio, una società energetica specializzata in diagnosi di complessi di edilizia residenziale, afferma infatti che “Introdurre solo le valvole termostatiche negli appartamenti è una lettura semplicistica e sbagliata della normativa e non genera benefici”. Parere condiviso anche da Sif Italia, una società che ha raccolto più di mille firme nel capoluogo lombardo per protestare contro questo obbligo e ottenere così l’abrogazione della legge regionale n.3 del 2011, la quale ha infatti anticipato il decreto che, se approvato in via definitiva, imporrà l’obbligo di installare le termovalvole a partire dal 31 dicembre 2016.

L’associazione ha inoltre effettuato una stima relativa ai costi e al presunto risparmio che deriverebbero dall’installazione di questi dispositivi. Per un appartamento di 80 mq dotato di 6 caloriferi, la spesa stimata è di circa 1.055 €: contando anche la detrazione fiscale prevista del 50%, a carico di ogni famiglia proprietaria di un immobile simile rimangono circa 146 € l’anno tra costi di gestione e installazione per sei anni, ovvero la durata media della vita di una di queste valvole. Per quanto riguarda il risparmio, grazie alla termoregolazione sarebbe possibile ridurre la spesa per il riscaldamento del 7% all’anno.

“Insieme alle valvole è necessario provvedere all’adeguamento delle tabelle di ripartizione, calcolando dei coefficienti di adattamento, per ovviare alla criticità di alloggi “sfavoriti” situati sopra le cantine o esposti a nord. – spiega Luca Ruffino, amministratore di Sif Italia – Altrimenti ne trarrà beneficio solo chi sta sempre fuori casa o gli appartamenti sfitti, sempre più numerosi in città, che impostano le valvole a zero, di fatto obbligando i vicini ad alzare la temperatura”. Limitandoci ad installare le valvole termostatiche, infatti, i primi due anni circa non porterebbero alcun beneficio ai consumatori, ma costituirebbero solo una spesa.

Dello stesso parere i tecnici di Econdominio, i quali sostengono che, prima di installare tali valvole, siano necessari interventi di altro tipo. Innanzitutto, è vietato installarle dove la potenza è maggiore di 100 kw (solitamente sufficiente a 8-10 appartamenti) senza prima aver effettuato una corretta diagnosi energetica da parte di tecnici specializzati. Occorre anche che l’impianto sia capace di adattarsi alla richiesta variabile di calore dei condomini.

Ruffino di Sif Italia conclude: “era meglio rendere l’intervento facoltativo e riservare l’obbligo solo per gli immobili di nuova costruzione. Servono regolamenti che rendano inappellabili le delibere delle assemblee e i criteri di ripartizione delle spese, altrimenti come gestori ci troveremo presto davanti a una pioggia di contenziosi”.

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