Risparmio energetico, come costruire le canne fumarie a norma

506

Usare il camino potrebbe farci risparmiare sull’energia, ma bisogna sapere quali sono le norme che ne regolano la realizzazione

stufepellet

Tra tutti i consumi e le utenze domestiche quelle energetiche sono importanti ma, al tempo stesso, estremanente dispendiose: ottenere un risparmio significativo dal confronto delle migliori offerte gas e riscaldamento è una delle priorità dei consumatori per via del costo molto elevato rispetto a quello dell’elettricità. Oltre a vagliare le tariffe Edison, Enel ed Eni per rintracciare la più adeguata alle nostre richieste, i modi per risparmiare sono tanti e tra le alternative molti scelgono di costruire un camino o una stufa a pellet per riscaldare la propria casa. Prima di realizzare un impianto di riscaldamento con canne fumarie, però, è bene sapere cosa dice la normativa in merito, per evitare di costruire qualcosa che non sia correttamente adeguato al contesto condominiale e alle norme per il rispetto ambientale.

 

Conoscere la normativa, infatti, ci permetterà di capire dove e come è possibile installare un impianto di riscaldamento del genere, che obblighi si hanno nello scarico dei fumi e le possibilità che si hanno in merito alla disposizione in un appartamento o in un condominio.
La normativa UNI 10683 è quella che regola proprio lo scarico fumi e in generale è un testo in cui possiamo trovare le indicazioni sul montaggio, sulle tipologie di canne e le regole in merito. Sul montaggio per esempio, la norma fa sapere che l’intervento deve essere svolto per evitare che il fumo si condensi e non vada verso il sistema di riscaldamento rischiando di provocare la riduzione del rendimento energetico. Sulle tipologie, invece, si legge che qualsiasi tipologia deve essere pensata per sostenere i prodotti della combustione e delle condense e che devono essere coibentati soprattutto quando passano dal lato esterno del locale.

 

Inoltre, la norma tiene a precisare che il collegamento tra la canna fumaria e il relativo impianto di riscaldamento può canalizzare gli scarichi da un solo generatore di calore e non da più generatori contemporaneamente. Più nello specifico, vengono dettate le caratteristiche che deve avere un impianto con canna fumaria a norma di legge: tra queste, è bene sapere che lo scarico fumi deve essere non solo a tenuta dei prodotti di combustione ma completamente impermeabile, isolato e coibentato in base ai casi di utilizzo. Inoltre, deve essere realizzato con materiali che siano altamente resistenti alle alte temperature, alle pressioni meccaniche e alla condensa.

 

La normativa si esprime anche sulle stufe a pellet che non sono composte da una canna fumaria: per definizione, una stufa senza canna fumaria è quella che non possiede alcun tubo per l’espulsione del fumo alcun condotto fumario. Per questo tipo di stufe è prevista l’installazione di un solo tubo di 8 cm di diametro collocato all’esterno per lo scarico dei fumi derivati dalla combustione.
Con il Decreto Sviluppo-bis, però, sono cambiate alcune regole sull’installazione della canna fumaria che hanno interessato gli edifici privati e condominiali: come si legge dalla norma stessa, infatti, “gli impianti termici siti negli edifici costituiti da più unità immobiliari devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tetto dell’edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente”.

 

La novità sta nel fatto che la canna fumaria non è più consentita “a parete” ma verso l’esterno: per la realizzazione, poi, basterà seguire le indicazioni dettate dalla norma precedente descritta sopra.
Il nuovo decreto, comunque, regolamenta anche l’installazione degli impianti ad alta efficienza energetica e nello specifico “Qualora si installino generatori di calore a gas a condensazione che, per valori di prestazione energetica e di emissioni nei prodotti della combustione, appartengano alla classe ad alta efficienza energetica, più efficiente e meno inquinante, prevista dalla pertinente norma tecnica di prodotto UNI EN 297 e/o UNI EN 483 e/o UNI EN 15502, il posizionamento dei terminali di tiraggio avviene in conformità alla vigente norma tecnica UNI 7129 e successive integrazioni”.
L’obbligo di scarico dei fumi dal tetto, infatti, è ben sottolineato e comporta che tutti i condòmini allaccino lo scarico dei fumi della propria caldaia alla canna fumaria centralizzata dell’edificio condominiale e che nel caso in cui questa non ci fosse, ogni condomino dovrà provvedere ad installarne una propria che arrivi fino al tetto.

a cura di Valeria Cannizzaro

 

Print Friendly, PDF & Email