Incentivi alle rinnovabili: mal distribuiti danneggiano il settore

44

Secondo Italia Nostra, prediligere gli incentivi sulle rinnovabili elettriche danneggia gli altri settori green

Sia per una questione di rispetto nei confronti dell’ambiente, ma anche per ottenere un risparmio tangibile sul lungo periodo, moltissimi italiani stanno rivalutando i vantaggi di affidarsi alle rinnovabili.

Anche per quanto riguarda le utenze domestiche, nel confrontare i prodotti Enel Energia, Edison, Eni e di altre compagnie, i consumatori iniziano a prestare più attenzione a quei contratti che garantiscono una fornitura derivante da fonti alternative.

Questa particolare tendenza ha indotto il Governo a predisporre determinate agevolazioni nei confronti di interventi e acquisti volti a sfruttare in modo proficuo il supporto delle energie rinnovabili, ma stando a  quanto dichiarato da Marco Parini, Presidente di Italia Nostra, il testo finale del documento sulla Green Economy della Camera non sembra prendere in considerazione il problema della distribuzione ineguale degli incentivi a favore delle rinnovabili elettriche (in particolare eolico e fotovoltaico industriale), rispetto ad altri settori green dove sono venute a mancare risorse importanti per il loro sviluppo, quali agricoltura, ricerca applicata, efficienza energetica e trasporti.

L’associazione ha quindi presentato un documento, sottoscritto anche dai presidenti di Altura, Amici della Terra, Lipu, Aiw Ass.ne Italiana per la Wilderness, Movimento Azzurro e Mountain Wilderness, che denuncia alla Camera, ormai in procinto di chiudere il documento conclusivo dell’indagine sulla Green economy, come nel nostro Paese gli impianti industriali siano stati costruiti in modo spropositato, sia nel numero che nelle dimensioni, proprio perché favoriti dall’incentivazione più alta d’Europa.

A parere di Italia Nostra e delle altre associazioni, questi impianti rappresentano un’aggressione al paesaggio e all’ambiente italiano; un disastro in termini di costi sostenuti dalla collettività; un assorbimento di risorse a danno della ricerca per lo sviluppo di nuove tecnologie e degli investimenti in rinnovabili termiche, efficienza energetica, traporto sostenibile e telelavoro.

Non solo: un problema di rilievo riguarda il fatto che il privilegiare gli incentivi nei confronti di questi impianti contribuisce a rendere proibitivo il costo dell’energia in Italia; costituisce un beneficio quasi esclusivo per imprese e filiere industriali estere; incarna la negazione del principio di “produzione individuale distribuita” e un lucroso affare per la criminalità organizzata, soprattutto nel Mezzogiorno.

La speranza di Parini è quella di fornire, per il tramite del documento inviato, spunti di riflessione che inducano a riconsiderare le azioni future in modo da evitare la speculazione ed enormi sprechi di denaro, a carico delle bollette di famiglie e imprese, che gli incentivi sproporzionati alle Fer elettriche hanno causato al nostro Paese, nell’ottica di una valutazione dei costi-benefici delle scelte della politica più oculata e proficua.

 

 

Print Friendly, PDF & Email
CONDIVIDI
Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE e direttore editoriale del Gruppo Italia Energia.