Detrazioni sui pannelli solari, cosa coprono gli incentivi statali

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Le detrazioni sui pannelli solari interessano gli impianti per la produzione di acqua calda sanitaria ma non il fotovoltaico

L’abbattimento del potere d’acquisto e dei risparmi delle famiglie italiane ha generato un nuovo corso in fatto di consumi; gli italiani hanno imparato a sprecare meno e a vagliare con maggiore accortezza le proprie utenze. La bolletta di casa fa paura e i consumatori hanno imparato a prendere le contromisure alla crisi, chi utilizzando il web per porre le tariffe luce e gas a confronto e comparando i prezzi dei diversi fornitori, chi implementando i propri sistemi interni per ridurre al minimo le dispersioni. Da non dimenticare, poi, la possibilità di investire in energia green, forse l’unica vera soluzione in grado di apportare benefici (economici e ambientali) nel medio – lungo periodo.

Il Governo ha dimostrato di avallare la strada del rinnovabile, concedendo una serie di incentivi volti a incoraggiare le famiglie a investire nella riqualificazione energetica, inseriti all’interno della Legge di Stabilità 2014.

Nell’immaginario comune, il concetto di risorsa rinnovabile si lega strettamente e in maniera fulminea a quello di energia solare. Tuttavia, le detrazioni sui pannelli solari inserite all’interno della legge prevedono restrizioni piuttosto rigide e che, inevitabilmente, hanno anche scatenato discussioni e accesi confronti.

In particolare, l’Ecobonus 2014 ha stanziato detrazioni sui pannelli solari termici, ovvero quelli adibiti alla produzione di acqua calda sanitaria attraverso la conversione in energia termica delle radiazioni solari, con una copertura pari al 65% del totale speso. Fin qui, tutto perfetto. A fare storcere il naso a consumatori, ecologisti e associazioni è stata la decisione di escludere dal provvedimento gli impianti fotovoltaici destinati all’autoproduzione di energia elettrica. Chi volesse investire su un progetto di auto sussistenza energetica, dunque, non potrà contare sulle detrazioni stanziate dalla legge.

In realtà, però, il sostegno economico ai consumatori green esiste ed è anche ragguardevole. Chi abbia iniziato a costruire il proprio impianto fotovoltaico o ha intenzione di farlo entro il 31 dicembre 2014, potrà contare su detrazioni IRPEF innalzate dal 36 al 50%, oltre che su un abbassamento dell’IVA dal 22 al 10% (che resterà tale anche nel 2015). Non aspettatevi, però, un risarcimento in contanti. Il reintegro, infatti, avverrà mediante la concessione di sgravi fiscali, per un massimo di 96.000 euro totali, distribuiti sui dieci anni successivi all’installazione dell’impianto.

Ricapitolando, le detrazioni sui pannelli solari sono pari al 65% della spesa sostenuta per impianti termici adibiti alla produzione di acqua calda sanitaria e sono sottoposti al trattamento previsto per le opere di riqualificazione energetica regolamentato dalla Legge di Stabilità 2014; gli impianti solari adibiti alla produzione di energia domestica, invece, permettono di accedere a incentivi pari al 50% del costo affrontato, ridistribuito sottoforma di detrazioni fiscali IRPEF.

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