Un dirigibile su Milano per studiare l’inquinamento atmosferico e quello acustico

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Effettuare dei rilevamenti per lo studio dell’inquinamento atmosferico e acustico a Milano. È la missione che dovrà compiere il dirigibile dell’Università Bicocca di Milano, partito in questi giorni dal tetto di un edificio dell’ateneo, che, grazie a una stazione meteo (capace di rilevare la temperatura, la pressione, l’umidità relativa, la velocità e la direzione del vento) e a un fonometro, raccoglierà delle informazioni utili sul cosiddetto “strato di inversione”, una sottile fascia di 25-30 metri nella quale, pur aumentando l’altezza da terra, la temperatura – anziché diminuire – sale. Proprio questa “fascia dell’atmosfera”, infatti, fa sì che lo smog rimanga “schiacciato a terra” non potendosi disperdere in un volume più ampio.  In particolare questa zona può variare l’altezza in cui è collocata in base alla temperatura. Ad esempio nelle notti d’inverno scende fino a soli 50 o 70 metri, mentre a mezzogiorno, quando fa più caldo, rimane  a circa 300 metri.

Accanto alle misurazioni legate all’inquinamento atmosferico saranno effettuate anche quelle in ambito acustico, settore che fino ad oggi non era mai stato preso in considerazione dal punto di vista del rumore ambientale in profili verticali. In particolare la ricerca, che è coordinata dal professor,  si concentrerà sull’andamento dell’inquinamento acustico rispetto alla quota, indentificando diverse fonti di rumore come la strada, la ferrovia o interi settori della città. Verrà inoltre presa in considerazione l’influenza dei venti. 

Il dirigibile, che è stato utilizzato dai ricercatori della Bicocca anche alle Isole Svalbard, un arcipelago norvegese nel Mar Glaciale Artico, può raggiungere fino a 2 km di altezza, ma a Milano non andrà oltre i 350 metri per non intralciare le rotte degli aerei dell’aeroporto di Linate. 

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